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BOLZANO: Al NUOVO TEATRO COMUNALE verrà rappresentata in prima esecuzione assoluta nei giorni 24, 26, 29 e 30 aprile l’opera di GIOVANNI VERRANDO “Alex Brücke Langer. A Composed Portrait” su testo di Vito Calabretta, la regia di Yoshi Oida e le scene e il video di Tom Schenk.
Interpreti: Michael Bennett, Alda Caiello, Roberta Frameglia, Vincenzo Di Donato
Strumentisti: Icarus Ensemble
Direzione: Pierre-André Valade
L’ Organico vocale e strumentale prevede 4 cantanti (2 voci maschili e 2 voci femminili) ed un’orchestra da camera di 17 esecutori: Flauto/ottavino/flauto in sol - Oboe - Clarinetto - Fagotto - Corno - Tromba - Trombone - Percussioni - Pianoforte - Tastiere - Chitarra elettrica - Basso elettrico - 2 Violini - Viola - Violoncello - Contrabbasso.
"Alex Brücke Langer è dedicato al pensiero di Alexander Langer, scomparso a Firenze nel 1995. La vicenda di Alex Langer suscita pudore, rabbia, a volte suggerisce silenzio.Il suo pensiero, sebbene inserito in un percorso trasparente, è ricco e complesso.Tutto ciò che in A.B.L. è recitato, suonato, gridato o sussurrato, dunque non ha affatto la pretesa della lettura oggettiva. La lettura, o meglio, l’interpretazione nasce semmai da un gesto spontaneo, biologico, scaturito dall’empatia con gli scritti di Langer, con i suoi atti pubblici, con il suo modo di sentire il mondo.D’altronde l’esperienza dell’empatia prevede che l’oggetto del nostro sguardo non esista in quanto tale, ma in quanto oggetto dello sguardo stesso.L’empatia si pone a servizio dell’interpretazione. E comprende necessariamente il concetto di pudore, di rispetto per l’oggetto di relazione.Pudore e empatia sono i sentimenti che più mi hanno accompagnato lungo tutta la fase di creazione di A.B.L., durata più di due anni... A.B.L. è innanzitutto un gesto politico, un po’ irriverente, che nulla ha a che vedere con la politica così come oggi è largamente praticata. Un gesto che seguendo quella lettura personale del pensiero di Langer, traduce in suoni, scene e parole i sentimenti dell’idealità, della filantropia, della fede nello spirito critico. Che individua nell’ipocrisia, nel servilismo diffuso, nel processo di normalizzazione delle menti, ormai non più attuale ma già attuato, i bersagli di una nuova rivoluzione culturale non violenta. Essa ha come obiettivo ultimo la sconfitta dell’omologazione, delle ingiustizie perpetrate dai ‘grandi’ sui ‘piccoli’ (così come Langer stesso definiva coloro che non hanno voce di rappresentanza), ed è spinta dalla profezia di un ordine delle cose diverso e possibile.In termini positivi, A.B.L. è un invito a pensare con la propria testa. Così come, a qualche anno di distanza, ci sembra che Alexander Langer abbia fatto, fino in fondo.
A.B.L. è un ritratto composto, complesso, in cui musica, testo, scena e video sono elementi difficilmente scindibili.Sul palco non è rappresentata una storia, ma tante scene che viaggiano attraverso il pensiero di Langer. Questo viaggio ideale e la sua rappresentazione colgono gli aspetti più intensi di quel pensiero.D'altronde, non c’è ragione di vivere un’esperienza estetica se essa non porti con sé le ferite dell’intensità. E la scelta del tema di questa rappresentazione nasce proprio dal fervore della storia langeriana. E’ per questo che la musica segue le esigenze della scena e del testo, dettata dal desiderio di una coincidenza fra idee, sentimenti (rabbia e pudore), suoni, immagini.Ed è perciò che in A.B.L. non ho solo sviluppato la mia usuale ricerca musicale, componendo invece brani di generi diversi. Per una scena che tratta e mostra l’arroganza, la volgarità, la goffaggine del potere politico, ad esempio, ho tessuto un patchwork di molti estratti dall’opera italiana del ‘700 e ‘800 (Verdi, Mozart) realizzando così un brano d’opera vero e proprio, composto però da tanti ritagli. In questo caso, il genere operistico con i suoi clichés, diventa utile a mostrare una faccia del potere, attraverso la musica del potere, ridicola, un po' stupida. A.B.L. coinvolge lo spettatore in un mondo, anzi, più precisamente in un’interpretazione del mondo di Langer. A.B.L. prende le distanze dallo spirito del Mercato, o da quello dell’Accademia operistica tradizionale, due espressioni di uno stesso processo omologativo. Nè con l’Accademia, nè con il Mercato, dunque, perchè presso di essi non abita l’intensità.
E non ci sarebbe ragione di vivere questa esperienza musicale se essa non portasse con sè le ferite del fervore". (Giovanni Verrando)
Il personaggio di Alex Langer, troppo in fretta dimenticato, va riscoperto e non poteva esserci momento migliore per ricordarlo al parlamento europeo a capeggiare l'opposizione alla guerra del golfo; a ricordarci che la pace la si costruisce con comportamenti coerenti nella vita di tutti i giorni... ben venga quindi l'opera del Maestro Verrando.
Tra gli interpreti, è bene tenere un occhio di rigurado per la giovane soprano Roberta Frameglia (www.robertaframeglia.com); sebbene abbia al suo attivo centinaia di concerti e alcune pubblicazioni, non è ancora conosciuta al grande pubblico. Con la sua voce meravigliosa presto, molto presto, sentiremo parlare di lei!
Vale la pena anche una scorsa al suo sito www.robertaframeglia.com