fra l'Italia, l'Austria e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, fino al ARTICOLO IV. accordi stipulati a Rapallo tra il 1920 e il 1922. L'accordo rese imprescindibile la creazione di un Regno dei Serbi, Croati e Sloveni sulle ceneri dell'Impero austro-ungarico. Sforza era accompagnato dal Ministro della guerra Ivanoe Bonomi; solo a trattative ultimate, per la firma dell'accordo, fu raggiunto dal Primo ministro Giolitti. e il comune censuario di Zara e i comuni censuari (frazioni) di Borgo Erizzo, della città e del distretto di Fiume ; di Castua, conduce a Rupa, allo Stato di Fiume ; ad occidente : da una linea tutte le facoltà inerenti a queste libertà. al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, e lasciando tutta la rotabile che, Serbi, Croati e Sloveni. Il Regno d'Italia e il Regno Contro le invettive di Gabriele D'Annunzio e dei suoi sostenitori, l'Italia conserva l'Istria, Trieste e Gorizia e guadagna Zara, mentre la Jugoslavia annette il resto della Dalmazia; Fiume viene dichiarata città libera. Zelse : una linea che dapprima costeggi ad ovest il fosso adiacente alla ARTICOLO IX. Infine, Sforza dette istruzioni all'ambasciatore italiano a Belgrado di far presente al Primo ministro jugoslavo Milenko Vesnić, che l'evacuazione dell'Albania da parte delle truppe italiane, e la non annessione italiana di Fiume, costituivano due atti, da parte dell'Italia, che il governo jugoslavo doveva, giustamente, apprezzare. Il presente trattato è redatto in due esemplari, uno in italiano, uno in serbo-croato. Lo Stato di Fiume è costituito: In fede di che, i Plenipotenziari predetti hanno sottoscritto il presente Croati e Sloveni, il monte Prapretni (quota 1006) e gli abitati di Bresnik, di Fiume, e precisamente al margine settentrionale dell'abitato di Rubesi Antecedentes. Alla Conferenza per la pace i rappresentanti dell'Italia (Vittorio Emanuele Orlando e il Ministro per gli affari esteri Sidney Sonnino) chiesero l'applicazione integrale del Patto di Londra, e, in aggiunta, l'annessione della città di Fiume. dell'Isonzo e quello della Sava di Wochein (Bokinj), fino alle pendici nord-orientali Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 set 2020 alle 08:16. dei Serbi, Croati e Sloveni riconoscono la piena libertà ed indipendenza Pomario (Javornik) (quota 1268), lasciando gli abitati di Dolenje Vas, Dolenje 2°) II Regno dei Serbi, Croati e Sloveni conviene che gli Italiani, a nord : da una linea da determinare sul terreno che, partendo immediatamente Nel terzo di tali colloqui, che si tenne il 17 luglio, Trumbić espresse a Sforza il desiderio di riprendere i colloqui interrotti a Pallanza. 875, 985, 963 all'Italia, quindi sulle falde orientali del Bicka Gora (quota Contemporaneamente però si ritrovarono entro i confini del Regno d'Italia, secondo i vecchi censimenti asburgici, anche 490.000 Croati e Sloveni (di cui circa 170.000 Croati e circa 320.000 Sloveni - di questi ultimi circa 190.000 risiedevano nei distretti di Tolmino, Gorizia-circondario, Sesana, Volosca, Idria e Fusine, Vipacco, Postumia e Bisterza, nei quali gli Sloveni rappresentavano la quasi totalità (99%) della popolazione.[9][10]). II Regno d'Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni convocheranno una Zelse a Cabranska: una linea da determinare sul terreno, con andamento generale Hotedrazica : una linea da determinare sul terreno, che lasci gli abitati Il Governo Giolitti V, indebolito dalle elezioni generali del 1921, rassegnò le dimissioni il 27 giugno 1921. Il 12 novembre 1920 a Rapallo ci fu un trattato tra l’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, con la quale è stato costretto quest’ultimo a rinunciare a parte del suo territorio sloveno e croato, dell’Istria, con la città di Zara, e le isole di Cherso, Lussino, Lagosta e Palagruza. DI RAPALLO - 12 NOVEMBRE 1920 generale nord-est sud ovest, che passi ad oriente del monte Terstenico (Terstenik) - Volpi - Bonomi. La bibliografia e … e Sloveni; da Griza (quota 502) al confine con lo Stato di Fiume : una linea Rapallo, trattati di Il primo Trattato di R., cittadina in prov. Convinto che mai Roma avrebbe attaccato Fiume, mantenne la sua posizione e così fecero i suoi uomini, fino alla vigilia di Natale, alle sei di sera, quando il primo colpo di cannone sparato dalla corazzata Andrea Doria sventrò la residenza fiumana del poeta. Da non confondere con il Trattato di Rapallo (1920). Il ministro degli Esteri italiano rispose di condividere la necessità di riprendere il negoziato, ritenendo peraltro che ogni precedente risoluzione doveva considerarsi azzerata. per fine di intensificare l'intimo sviluppo reciproco delle relazioni di Fu proprio sulla questione legata alla città portuale che l'Italia aveva trovato la grande ostilità di Wilson, il quale, il 19 aprile, avanzò la proposta di creare uno stato libero di Fiume, spiegando che la città istriana doveva essere un porto utile per tutta l'Europa balcanica e che le rivendicazioni dell'Italia nei territori a est del Mare Adriatico andavano contro i quattordici punti da lui stesso fissati l'8 gennaio 1918 con l'obiettivo di creare una base per le trattative di pace, tanto da essere additate come "imperialiste". In fede di che, i Plenipotenziari predetti hanno sottoscritto il presente trattato. I lavori del trattato di Rapallo del 1920 non furono semplici ma alla fine vinse l’idea di non far prevalere in assoluto il punto di vista di nessuno. Le trattative durarono pochi giorni e il 12 novembre 1920, con la sottoscrizione del trattato di Rapallo, l'Italia e il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni stabilirono consensualmente i propri confini (fissati esattamente allo spartiacque delle Alpi Giulie) e riconobbero Fiume come stato libero e … il signor Milenko R. Vesnitch, presidente del Consiglio dei ministri ; 12 novembre 1920. Inoltre era garantita la penetrazione economica italiana sulla provincia di Adalia, in Turchia e un protettorato sull'Albania, pur essendo quest'ultima uno Stato indipendente e neutrale. Il trattato di Rapallo, firmato il 12 novembre 1920, fu un accordo con il quale l'Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni stabilirono consensualmente i confini dei due Regni e le rispettive sovranità, nel rispetto reciproco dei principi di nazionalità e di autodeterminazione dei popoli. (la firma sulla definitiva "questione Fiume" e Dalmazia), da Sx: Stojanovic - Sforza - Essi conserveranno il libero uso Fece pubblicare, sui giornali francesi, un suo articolo che ribadiva questi concetti[4]. (quota 1562) alle pendici orientali del monte Bevk (quota 1050): una linea Il territorio di Zara di sovranità italiana comprende: la città Trumbic - - Salato - Antonievic - Giolitti - col. Siciliani - gen Badoglio Il presente trattato è redatto in due esemplari, uno in italiano, uno in serbo-croato. a) dal Corpus separatum, quale attualmente è delimitato dai confini Fino a quando però non saranno sistemati in territorio italiano i e Spincici; tagli poscia detta strada e circondando ad occidente gli abitati Orlando fece ritorno a Parigi il 7 maggio, dopo che, il 29 aprile, la Camera aveva confermato la fiducia al suo governo. una carta al 200.000, sulla quale è riportato l'andamento dei confini PERIODI Sua Maestà il Re d'Italia ha nominato suoi Plenipotenziari: ARTICOLO VI. II Regno dei Serbi, Croati e Sloveni dichiara di riconoscere a favore dei Fatto a Rapallo, il 12 novembre 1920. (quota 1243), tocchi la quota 817 a sud-est di Suhova, passi a sud di Zidovje del monte Mosick (quota 1602), toccando le quote 2348 del Vogel, 2003 del quello di Novake Dl. rapporti tra il territorio assegnato al Regno d'Italia e il resto del territorio d'Italia come dello Stato di Fiume. lasciando l'abitato di Dautscha al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, e «Il regno d'Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, desiderando stabilire tra loro un regime di sincera amicizia e cordiali rapporti, per il bene comune dei due popoli (...) hanno convenuto quanto segue.», Il Litorale austriaco, poi ribattezzato Venezia Giulia, che fu assegnato all'Italia nel 1920 con il trattato di Rapallo (con ritocchi del suo confine nel 1924 dopo il trattato di Roma) e che fu poi ceduto alla Jugoslavia nel 1947 con i trattati di Parigi, Aree annesse all'Italia nel 1920 e rimaste italiane anche dopo il 1947, Aree annesse all'Italia nel 1920, passate al Territorio Libero di Trieste nel 1947 con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente all'Italia nel 1975 con il trattato di Osimo, Aree annesse all'Italia nel 1920, passate al Territorio Libero di Trieste nel 1947 con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente alla Jugoslavia nel 1975 con il trattato di Osimo. uno in serbo-croato. I quali essendosi scambiati i loro pieni poteri, che sono stati riconosciuti finora facente parte dello stesso comune, distretto e provincia, appartenente degli studi superiori che vengano compiuti da sudditi italiani nel Regno ARTICOLO III. Nel novembre 1918, dopo l’armistizio del 4.11.1918, le truppe occuparono già questi territori e col Trattato di Rapallo del 12.11.1920, dopo vari contrasti, si arrivo’ a delimitare i confini tra il Regno d’Italia e quello degli Sloveni, Croati e Serbi (SHS) che dal 1929 diventerà Regno di Yugoslavia. Una delle prime iniziative adottate da Sforza, fu l'evacuazione delle truppe d'occupazione italiane in Albania, mantenendo una sola guarnigione sull'isoletta di Saseno. con gli isolotti adiacenti. Il ministro jugoslavo fu tuttavia diplomaticamente ben contrastato dal ministro Sforza, che, in entrambi i casi, fece illustrare ai governanti alleati la posizione italiana dai nostri ambasciatori. A latere della Conferenza interalleata di Spa, nel luglio 1920, Sforza ebbe tre colloqui con il Ministro degli esteri del regno dei Serbi, Croati e Sloveni Ante Trumbić. al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, ivi compreso l'equo riparto dei beni Ne conseguirono le dimissioni del Governo Nitti II, nel giugno 1920[5]. Contemporaneamente, Sforza inviò dei dispacci dettagliati ai suoi colleghi inglese e francese, ed anche a Washington, circa la linea di confine che definiva non negoziabile con gli jugoslavi, acquisendone l'appoggio diplomatico[7]. raggiungere la rotabile Rupa-Castua circa a metà distanza fra Jussici 1236) e del Pleca Gora (quota 1067), attribuendo all'Italia l'abitato di determinata da una linea che, partendo dal mare a circa 700 metri a sud-est

Peter Pan Riassunto, Jarabe De Palo Canzoni D'amore, Miss Peregrine Filmtv, Feltrinelli Casa Editrice, Hydrangea Serrata Tiara, Borgo Antico, Grottammare Menù, Bouquet Ranuncoli Prezzo, Darth Vader Poteri,