Intellettuali, artisti e poeti da tutto il mondo l’hanno sempre acclamata. Stuprate anche dai preti, allora mi sono incazzata davvero. Alda Merini edito da La Vita Felice, 1994. Rocco Rosa Quella stessa sera, la poetessa fu internata nel manicomio “Paolo Pini” di Milano, senza potersi ribellare: “Fui internata a mia insaputa. Alda Merini, la signora dei Navigli, la poetessa della follia: un personaggio su cui si è a lungo discusso e si discute tuttora, una donna che ha attirato i riflettori su di sé e sulla sua vita, piena di vuoti, di lontananze e di sofferenza. A soli quindici anni conosce il poeta e critico letterario Giacinto Spagnoletti e lo scrittore Giorgio Manganelli. […] I poeti parlano come se venissero dall’aldilà, e per parlare di uno stato di morte bisogna prima morire. Qualora foste i legittimi proprietari, scrivere a 9art@9art.biz e verranno subito rimosse. ... le mura del manicomio erano le mura di Gerico e una pozza di acqua infettata ci ha battezzati tutti. Negli anni della scuola Alda dedica molto temp… I poeti, invece che interrogarsi riguardo il perché del male e del dolore, li accettano trasformandoli in versi. Poesie di Alda Merini Poetessa e scrittrice italiana, nato sabato 21 marzo 1931 a Milano (Italia), morto domenica 1 novembre 2009 a Milano (Italia) Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione . Realizzato da: Alda Merini ha sempre sofferto di una forma di bipolarismo, un disturbo comune che si  manifesta con improvvisi e costanti alterazioni dell’umore. Anche questo non sorprende: le madri con disturbo bipolare sono solitamente poco affettuose, hanno difficoltà a dare ai figli la protezione di cui necessitano nei primi momenti di vita. A Franco Basaglia, allo psichiatra che aveva saputo guardare oltre gli aspetti a volte paurosi del disagio psichiatrico, Alda Merini, che aveva conosciuto la sofferenza dei manicomi, volle dedicare una poesia.La ritrovò dopo anni il professor Giuseppe Dell’Acqua che con Basaglia aveva collaborato fianco a fianco. Reato di vita. E di quel posto rimpiangerà molto: “Ho incontrato tante anime povere, ma mai anime povere di speranza: lì dentro c’era quanto meno speranza nella parola”. Luoghi di tortura legalizzati, dove i matti non avevano nessun contatto con l’esterno. Io pregavo da bambina, ero sempre in chiesa, sentivo sette, otto, dieci messe al giorno, mi piaceva, però non ci vado più dai tempi del manicomio. Si va in manicomio per imparare a morire. Alda Merini ha sempre sofferto di una forma di bipolarismo, un disturbo comune che si  manifesta con improvvisi e costanti alterazioni dell’umore. Nel 1961, invece, durante un periodo di forte stress psicologico e di problemi economici, ebbe una forte crisi che indusse il marito a chiamare l’ambulanza, non curante di ciò che sarebbe successo. Inoltre, ella non avrebbe potuto ribellarsi alla decisione presa del marito, dal momento che l’autorizzazione maritale, all’epoca ancora vigente, sanciva l’inferiorità della donna rispetto all’uomo all’interno del nucleo familiare e dunque, in questo specifico caso, l’impossibilità per lei, donna, di prendere una decisione. Gerardo Acierno, Riccardo Achilli, Giovanni Benedetto, Immacolata Blescia, Giuseppe Cancellieri, Marco Cuccarese, Nino Carella, Giovanni Caserta, Emanuela Di Mare, Ernesto Piragine, Lucio Tufano, Dino De Angelis, Marco Di Geronimo, Domenico Friolo, Francesca Iacovino, Ida Leone, Teresa Lettieri, Antonietta Lisco, Valerio Lottino, Martina Marotta, Carmen Pafundi, Rocco Pesarini, Giuseppe Romaniello, Maria Cristi Sansone, Rocco Sabatella, Maria Ida Settembrino, Rocco Rosa, Vittorio Basentini, Carmen Pafundi, Silvia Favulli, Claudia De Luca, Mario, Faggella, Giuseppe Digilio, Rocco Pesarini, Giovanni Vaccaro, Margherita Lopergolo, Gerardo Lisco, Michele Petruzzo, Michele Saponaro, Fabio Strinati, Teri Volini, Giornale di Blogger Lucani Piuttosto la poesia accoglie e rigenera quell'esperienza, la reinventa in forma di rivelazione, come sigillo del suo destino di «diversa» (in prosa ne scrisse appunto in L'altra verità. Alda Merini riaffermerà tutta la sua dignità, che l’internamento le aveva cercato in parte di strappare;  riconquisterà l’essenza della vita, che non aveva mai smesso di cercare. A causa di ciò fu internata in manicomio diverse volte durante la sua vita: la prima a sedici anni, ma per un lasso di tempo molto breve. Lì dentro, invece, c’erano persone umane, vere. Il suo dramma, o più comunemente il suo malessere, inizia a farsi vivo con quelle che le stessa definì le prime ombre della sua mente, nel 1947. Era già sposata e aveva due figli, si riteneva una moglie e una madre felice, ma a volte, come tutti gli esseri umani, aveva momenti di stanchezza, di tristezza e di rassegnazione; parlò di questi suoi problemi a suo marito, che non solo non comprese nulla, ma fece ricoverare la giovane moglie nella clinica Villa Turro di Milano. Alda Merini – Sito Ufficiale. Come disse spesso, lei non si riteneva pazza e ne era consapevole: si ribellava dunque ai medici e alle cure a cui la sottoponevano. Alda Merini, Non ho bisogno di denaro. !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)? La sua vita senza alcun dubbio non si può ritenere monotona, al contrario è stata caratterizzata da emozioni fortissime. Fu un limite per la sua scrittura, che non partorì poesie per un lungo periodo. Alda Merini: Aforismi e magie. Proprio il 21 marzo 1931 è nata la grande poetessa milanese Alda Merini, donna che non sempre è stata apprezzata, ma che anzi non è stata compresa: la sua sensibilità e la sua estrosità sono state represse e rinchiuse in un manicomio. Anche lei, per anni in manicomio, aveva vissuto la sofferenza sulla propria pelle. Libri - Brossura. Vivere un grande dolore ed affrontarlo, sempre con grande dignità, senza mai rinunciarci, ma anzi, indagandolo, approfondendolo. Per emozionarsi con le poesie di un’autrice memorabile. Scritte con il rossetto in ogni angolo, sugli specchi, vicino il letto: quando il suo genio si manifestava ogni luogo era adatto per dargli vita. Quando ne uscì però la sua persona ne risentì profondamente, al punto che la sua vita ruotò perennemente attorno all’incubo del manicomio. Come già accennato, la Merini frequenta le scuole professionali presso l’istituto Laura Solera Mantegazza, non riuscendo ad essere ammessa al liceo Manzoni per colpa, paradossalmente, di una prova di italiano andata male. Alda Merini e il dramma oscuro del manicomio, Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Alda ricordava la stanza dove lo “somministravano” come un luogo terribile, dove ti saliva addosso la paura già nell’anticamera. Proseguendo nella navigazione si acconsente all'uso dei cookie. Tra le tante testimonianze ci sono quelle della Merini. Eppure, fu straordinario il modo in cui riuscì ad affontare la sua sofferenza: CONCERTO DI NATALE ALLA “MADDALENA DI CANOSSA”, COMUNE DI POTENZA: IL DISSESTO, I CONTI E …QUEL VENTICELLO DIFFAMATORIO, TORRE MOLFESE, 25 ANNI DI ATTIVITA’ CULTURALE. Secondo la legge n.36 del 14 febbraio 1904, che riguarda le disposizioni sui manicomi e sugli intern, ati, “debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualunque causa di alienazione mentale quando siano pericolose a sé o agli altri e riescano di pubblico scandalo”. ... (poesia inedita del marzo 1981, pubblicata su: “L’eco del Chisone” il 14 giugno 2017) Autobiografia e poesia. E nel suo Poema della Croce ricordò da dove passano l’Amore e la Resurrezione Dopo quel breve periodo di ribellione, la poetessa cominciò ad accettare la sua vita in manicomio. Il tormento e la perdizione sono dovuti all’amato, non all’impossibilità di gestire il proprio corpo e la propria mente, quei versi non sono il frutto di un attimo di follia che le ha guidato la mano nella scrittura né una serie di parole dettate dall’irrazionalità di un cervello malato. #1B1W – “Formia in giallo”: racconti per accendere i riflettori turistici e culturali sulla città! La storia di Alda è una storia molto particolare. E’ questo il motivo per cui Alda Merini fu internata. […] Io il male l’ho accettato ed è diventato un vestito incandescente. Alda Merini, una poetessa che porta in superficie i nomi e le storie di tutte le donne del mondo.Viene quasi da inchinarsi davanti a tanta magnificenza: la sua vita, le sue poesie, il suo sentire è il sentire di tutte le donne. Secondo la legge n.36 del 14 febbraio 1904, che riguarda le disposizioni sui manicomi e sugli internati, “debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualunque causa di alienazione mentale quando siano pericolose a sé o agli altri e riescano di pubblico scandalo”. Spesso, il genio di una patologia così sottile ed esplosiva al contempo, è proprio la creatività che ne deriva. Come ella stessa scrisse, nell’opera autobiografica, “Diario di una diversa”, nel 1965 “la donna era soggetta all’uomo”, che poteva decidere della sua vita. Il ricordo peggiore è quello dell’elettroshock. Persino le lettere che scrivevano erano controllate dai medici che decidevano se spedirle o meno. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, In parte sicuramente sì. Tutte le immagini sono prese da internet. Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, consulta l'. Corriere della Sera presenta una collezione di libri di Alda Merini: una selezione curata da Nicola Crocetti, che include i poemi in prosa, i suoi indimenticabili scritti sull’amore, la tormentata ricerca della libertà, la sua città, Milano, la segnante esperienza del manicomio. Alda Merini soffriva di disturbo bipolare, che all’epoca però era considerato semplicemente un costante cambiamento d’umore. Le sue poesie mozzafiato, i suoi aforismi, le sue riflessioni sono la testimonianza palese di come una persona disturbata possa invece essere una fonte di emozioni, sensibilità, di vita; persone ritenute instabili che ci hanno insegnato tanto nella vita e ognuno di noi, nelle parole che scrisse la poetessa pazza, si è almeno una volta rispecchiato. Alda Merini è stata una delle numerose donne sottoposte, contro la sua volontà, alle cure psichiatriche legalizzate dallo Stato. Alda Merini ritratta da Grittini, amico di una vita e fotografo «ufficiale» della grande poetessa scomparsa nel 2009 La sua poesia, si diceva, non nasce con l'ospedale psichiatrico. Oggi i manicomi non sono altro che dei casermoni abbandonati e oltre ai sopravvissuti, gli unici testimoni di ciò che accadde lì dentro sono le pareti. Dopo quel breve periodo di ribellione, la poetessa cominciò ad accettare la sua vita in manicomio. E’ proprio quest’ultima, o meglio, il modo in cui l’ha affrontata, che rende Alda poetessa e donna ricca di una forza straordinaria. La vita della poetessa dei Navigli non è stata facile in manicomio. Nota per essere stata una celebre poetessa, scrittrice e aforista italiana, Alda nasce la minore di tre fratelli in una famiglia modesta. Di fatto, per lei la società era già morta. Un luogo piccolo e sporco, dove la gente aspettava il proprio turno ascoltando inermi le pene patite nella stanza vicino. Di fatto, per lei la società era già morta. E’ questo il motivo per cui Alda Merini fu internata. Quando venni ricoverata la prima volta in manicomio ero poco più che una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito […]. Paradossalmente, Alda Merini, ha tratto il meglio da una malattia socialmente invalidante. Ecco per voi una delezione delle poesie più belle di Alda Merini, la celebre scrittrice e poetessa itana che si è spenta a Milano nel 2009, la ricordiamo con le sue parole. La sua vita è stata un mix di incredibili emozioni e gioie, legate però a perenni dolori. Si ricorda su tutti Dino Campana, anche lui infatti aveva seri disturbi. Sono nata il ventuno a primavera. Il marito, qualche giorno dopo l’accaduto, la andò a prendere per portarla a casa, ma Alda Merini, come più volte affermò nelle sue interviste, decise di non muoversi da lì: “avevo capito che il vero nemico era mio marito, e poi, io ero così debole e confusa che a casa non avrei potuto fare niente”. Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo 1931e viene registrata all’anagrafe come Alda Giuseppina Angela Merini. Poesie scelte: ALDA MERINI, La Terra Santa (1984). Piano dell’opera: Luoghi in cui ancora oggi si respira la crudeltà dell’uomo. Coordinamento: Ida Leone, Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp. Sono due disturbi ben distinti. La frase riportata è di Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1° novembre 2009), poetessa dalla sensibilità elevata, simbolo, anche, del malessere degli individui, malessere che per lei aveva come paracadute soltanto la poesia.

Figlia Gianna Nannini Età, Riccardo Pazzaglia Moglie, Fiat G 55, Filastrocca Di Santa Lucia, Banana In Inglese, Real Barcellona 2020, Palazzo Lombardia Visite, Orlando Pirates Fifa 20,