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Fabrizio Pozzoli

Sabato 27 Novembre 2010 13:39 Admin -
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Devastazione di sculture alla stazione di corsico (segn. di R. Boldorini)

Milano, 8 Gennaio 2002
Il giorno 3 Gennaio 2002 mi è giunta la telefonata che mai avrei voluto ricevere.
Mi si comunicava che il processo di distruzione delle sculture, donate dal sottoscritto alla Stazione ferroviaria di Corsico, iniziato nel mese di Ottobre 2001, era “finalmente” giunto a termine, con buona pace degli ignoti devastatori.
Il primo episodio di questa irrispettosa serie di spiacevoli eventi risale infatti allo scorso Autunno, con il furto di una delle suddette sculture da me realizzate e dislocate, in collaborazione con l’Associazione culturale Gheroarté, sulla banchina della Stazione FS di Corsico.
Nell’arco di un breve periodo ho potuto constatare che una seconda scultura era stata deformata da calci ad opera di ignoti.
Infine, nella notte di Capodanno da poco trascorsa, tre delle ultime quattro opere restanti hanno subito la furia di questi fantomatici devastatori, fino alla definitiva distruzione.
Questo ennesimo episodio di malcostume ha prodotto in me come immediata reazione una emblematica duplicità di sentimenti. Da un lato, infatti, sono stato colto da delusione e rabbia profonde; dall’altro mi sono sentito quasi incredulo, per non dire addirittura soddisfatto, per quanto le suddette sculture avessero avuto tutto sommato una buona durata, considerando il grado medio di civiltà del paese in cui viviamo.
Ciò non toglie che il dubbio che fino a qualche tempo fa mi bisbigliava nella mente, in questi giorni si sia drammaticamente trasformato in corposa convinzione: i cittadini italiani non sono affatto pronti ad ospitare iniziative di questo tipo.
A tal proposito, mi sento in dovere di ringraziare la civiltà di quella parte di popolazione di Corsico che sin dal primo episodio di vandalismo ha apertamente manifestato il proprio dispiacere e la propria delusione per il fallimento del progetto di recupero dell’area della Stazione, esortandomi in più di una occasione a non desistere.
La risposta definitiva mi sento di esprimerla soltanto ora: “No, grazie”.
Così, come spesso accade, l’inciviltà di pochi va a discapito di tutti.
Questo fatto accade in contemporanea con la distruzione, a Rozzano, dell’opera del Maestro Pomodoro. L’eco e l’entità degli eventi non sono certo paragonabili, ma ritengo possano esserlo il dolore e la disillusione nel cuore di chi quelle opere le aveva create.

 



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