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Atocha

Mercoledì 01 Dicembre 2010 11:09 Alessandro Lazzeri
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Atocha



Atocha stazione di Madrid. Hanno ucciso Carrero Blanco. E’ quasi Natale e devo tornare a casa. Giorni spensierati hanno fatto correre il tempo. Il tempo di una passione consumato con tanto vino e allegria. Mentre in un bar della”Gran Via”, sotto gli occhi del solito barista nervoso di servirmi , mi ricordo di non aver prenotato il viaggio. Come farai a partire , mi chiede Isabel. Ci penserò domani. E senza pensarci , dopo la mia insonne e movimentata ultima notte madrilena, mi trovo alla stazione. Il treno con “destino” Hirun necessita di una prenotazione, ma io salgo lo stesso. Mi nascondo fuggendo il controllo e attacco discorso con una ragazza spagnola che studia in Italia. Stiamo per arrivare nei Paesi Baschi, la Guardia civil ispeziona il treno. Cercano gli attentatori che hanno fatto saltare il leader spagnolo, guardo la ragazza negli occhi. Crede che io sia colpevole e mi aiuta col controllore .Dice di essere con me e di aver perso la mia prenotazione , ed egli possibilista lascia correre . Al confine , dopo una sosta a Hirun , una guardia mi interroga a lungo e la ragazza mi regala un alibi non richiesto . Non dico niente e nella notte l’abbraccio sulla cuccetta. Dopo l’amore non so confessarle di essere uno studente in ansia di tornare a casa , nel silenzio la lascio sognare di avere amato un terrorista.

Alessandro Lazzeri

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