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La Tombola

Mercoledì 01 Dicembre 2010 11:05 Francesca Santucci
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La tombola
di Francesca Santucci
Dopo il cenone si giocava a tombola: nonni, genitori, nipoti, zii, cugini, fratelli, sorelle, amici e conoscenti, tutti riuniti intorno al grande tavolo prontamente sgombrato dalle mani femminili, precedentemente imbandito di ogni ben di Dio, dove , poco prima ,in commistione di sacro e profano, accanto al presepe splendente, preparato con tanta cura per celebrare la nascita del Bambino, tra un “Quant’è bello ‘o bambeniello” , e un “Sento addore d’o capitone” , era stato consumato il rito dell’abbuffata.
Accompagnato da risa e sorrisi, da grida e gridolini, battimani dei più piccini ed euforìa degli adulti un poco su di giri per l’effetto dell’asprino fresco e del limoncello gelato, nell’allegrìa generale si prendeva posto, si stendeva il cartellone , si preparavano le cartelle, si faceva la conta dei soldi, si disponevano i mucchietti di bottoni, fagioli e ceci secchi , pezzetti di coccio e di ceramica dei piatti rotti durante l’anno, adibiti all’uso di segna numeri e, agitando magicamente “ ‘o panariello”, si cominciava a dare i numeri.
E allora venivano estratti 22 ‘o pazzo, 30 ‘e palle d’ ‘o tenente (immancabili a questo punto le finte proteste scandalizzate delle mamme più ammodo che esclamavano ”Ce stanno ‘e creature annanze!”), e 77 ‘o carcerato…no ‘e corne, 85 l’aneme ‘o Priatorio, 25 Natale, 47 ‘o muorto e 48 ‘o muorto che parla, per cercare di realizzare , passando per la trafila dell’ambo, del terno, della quaterna e della cinquina, la sospirata tombola che avrebbe coperto tutti i numeri delle cartelle.
Legata da sempre alla scienza della smorfia, la tombolata collettiva natalizia diventava pure l’occasione per abbandonarsi a confidenze e raccontare un sogno particolare: uno diceva "stanotte ho sognato un gatto”, e qualcuno rispondeva “Domani giocatevi il 3, se miagola 72 e se è nero 17,ma se gioca con il topo vi dovete giocare il 31 e se, invece, gioca con la gatta allora è 44."
E poi c’era l’immancabile litigio , bonario s’intende, per la quaterna mancata per un soffio oppure perché durante l’estrazione le voci dei commensali avevano coperto l’annuncio, e infine, quando la cosa sembrava un pochino degenerare, vuoi per gli alcolici che cominciavano a produrre l’effetto, vuoi per la stanchezza e per il sonno incipiente, ecco che arrivava qualche donna col caffè ed esortava gli animi a calmarsi e a prepararsi per la Santa Messa.
Immancabile , a questo punto, l’uscita dell’intellettuale del gruppo, magari lo zio che era arrivato a finire il liceo, che, facendo sfoggio di cultura popolare , concludendo declamava :
“Roma se santa sei, perché crudel sei tanta ,se dici che sei santa, certo bugiarda sei:”. Jamme bello, appena apre il bancolotto fatevi ‘sta giocata: 66,70,16,60 e 6.Sono numeri sicuri."
La tombola finiva e, riconfortati nello stomaco, corroborati dal buon vino, rallegràti dalla buona compagnia e rincuorati nello spirito, perché quella era stato proprio una bella serata, nell’abbraccio collettivo del calore dei parenti e degli amici, finalmente i festeggiamenti familiari cedevano il posto a quelli religiosi e s’andava tutti in pace ad assistere alla Santa Messa di Mezzanotte ...E Buon Natale a tutti!


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