Il cantautore
Sembra strano ma a volte la fermata di un tram e l'angolo di una via possono riservare sorprese, risvegliando ricordi di persone e fatti fuori dalla nostra vita.
Fu in un giorno di ottobre che vidi quel signore sulla quarantina passare davanti alla cabina della filovia, io in quel tempo, in quel luogo attendevo il 4 che da Mestre porta a Venezia.
Vidi passare l'artista con la chitarra nel fodero, l'aria malinconica, un evidente parrucchino rossastro in testa.
Poco dopo ricordai che quell'uomo era stato, alla fine degli anni sessanta, un cantante di successo, poi, seguirono alti e bassi con sette otto anni di periodi neri nella sua vita.
Quando lo conobbi era il momento più triste dell'esistenza per lui, il successo lo aveva abbandonato, aveva perso i genitori ormai anziani, da quel momento per alcuni anni sparì dalla circolazione.
All'improvviso però, inaspettatamente, il successo tornò, prima in sede locale, poi a livello nazionale, essendo stato co-autore d'una canzone portata alla ribalta nel più noto festival italiano di musica leggera da un celebre interprete.
Non ha perso però la sua aria malinconica e trasognata.
Chissà se questo è un bene o un male?
Forse la caducità della vita ci insegna che bisogna sempre prendere quello che viene, senza tuttavia smettere di credere in noi stessi, di lottare, poichè chi è disperato può ancora avere la possibilità di ribaltare la propria sorte.
Francesco Salvador ( 27 / 05 /02 )
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