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Strade per guerrieri...L'arte dell' "insicurezza!

Giovedì 09 Giugno 2011 13:08 David Di Bella
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Uno dei segreti fondamentali dei guerrieri spirituali è ciò che questa società dominante ci ha insegnato a chiamare: “Insicurezza”! Ciò che io, invece, chiamo: “mancanza di forma”!

Ci insegnano che le persone devono essere forti, e che questa forza si raggiunge attraverso una progressiva, metodica, soppressione dei propri dubbi. Un'élite, che dall'alto, da sempre, determina le linee guida della cultura per masse, ha deciso, tra l'altro, di fornire questa brillante interpretazione della realtà, per sopprimere nell'essere umano ogni parvenza di genuina,personale, spiritualità critica.

Ognuno è libero di credere a ciò che vuole, al riguardo. Ma io non credo nel caso, o nel caos. Unendo i puntini, va sempre a finire che scopro, dietro ogni apparente frammentazione, l'ordine razionale di azioni consapevoli. A mio avviso, perciò, questo processo di “ottenebramento di massa”,è da sempre “sapientemente” diretto da qualcuno...Quelli che , al momento, chiamo i BURATTINAI. Ci insegnano, dicevamo, che l'essere umano è forte quando è “sicuro”di sé. Smembriamo un attimo quest'assurda convinzione, eterodiretta dall'alto... In questa società, raggiungere la sicurezza coincide tragicamente con la soppressione dell'arte di porsi le domande. Una persona si trova rinchiusa tra quattro pilastri di certezze, accettate diligentemente dall'esterno( una visione stereotipata della spiritualità, una filosofia tragicomica dell'esistenza appresa da giornali e TV, una certa visione del proprio rapporto con la politica, l'economia, e così via), e in base a quei quattro, cinque argomenti che , conseguentemente, gli ronzano per la testa in capo a una giornata, questa persona acquisisce la falsa sensazione(mantenuta con il pieno appoggio dalla società ), di essere una persona sicura di sé. E di tutto ciò che la circonda. “Le cose stanno così! Punto e basta! Il resto, è m...a!” La persona “sicura”, ha sempre la risposta ad ogni domanda. O , meglio: non riesce a starsene zitta quando dovrebbe, in quanto si ritiene una sorte di “tuttologo”. La persona sicura, sa dove sarà tra trent'anni, perché si è lasciato programmare l'esistenza nell'illusione di essere lui, l'artefice del proprio SCOPO. La persona sicura, nel 90% dei casi, abbraccia una visione gerarchica della vita e dei rapporti( anche se non tutti quelli che abbracciano una visione del genere sono dei "sicuri", nel senso da me espresso...), per la quale è “normale” dare e ricevere ordini, piuttosto che consigli ed esempi... Trova “normale”, il sicuro, guardare verso il basso, mai verso l' alto, quando qualcosa non va, e per prendersela con qualcuno, affibbiandogli responsabilità. La persona sicura, chiede in realtà sempre il permesso a una qualche gerarchia, e ripete quanto la gerarchia afferma, ogni qualvolta esprime un'opinione, o si dice “certa” di qualcosa. Non se ne rende conto( altrimenti si sentirebbe meno sicura), ma le cose stanno proprio così! Le possibilità dispegabili, e le modalità di accesso alla propria dimensione spirituale, ad esempio, se le fa raccontare da “gente più in alto di lui”, e non contesta mai niente, di quanto gli viene propinato per “vero” e “normale”. E chiama tutto questo: Ragionare con la propria testa! A ben vedere, la persona sicura è quella che delega con minore consapevolezza, ma con maggior adesione interiore, e con maggiore frequenza, per tutto quanto riguarda le questioni più capitali della propria esistenza: Se perde la sicurezza in un credo, e ciò accade di rado e suo malgrado, corre di corsa in braccio a un altro “sistema di credenze”, e di risposte, preconfezionate...Così, può tornare a occuparsi di quei quattro, cinque pensieri in cui, nell'arco di una giornata, può capitargli di imbattersi. Gli stessi argomenti, maneggiati ripetitivamente con arroganza e cecità, che gli restituiscono, insieme al costante “riferirsi” a un credo preconfezionato, la sensazione di essere una persona “sicura”. In realtà, guarda caso, più una persona diventa conformista, in questa società, e più segue la corrente, più si sente al sicuro e, perciò...SICURA! Bertrand Russel disse una volta: “La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi.” Essendo "sicuri di sé", queste persone fanno danni ovunque posano le mani! Eppure, hanno sempre ragione loro! La società, infatti, ha bisogno di queste persone, che finiscono per essere le più perfettamente inserite in un sistema che penalizza spietatamente l'arte di porre le domande, e perseguire le risposte. Chissà perché.... Prendiamo ora le persone che l'humus culturale dominante c'insegna a chiamare “insicure” e perciò a disprezzare, per sentirci forti, ancora una volta, a discapito di qualcuno. A me non piace guardare dall'alto in basso, e credo che dovremmo rederci conto che questa "modalità di rapporto" rientra appieno nelle dinamiche di Potere che dirigono il gioco complessivo di questa società.. Le persone “insicure” spesso sviluppano complessi d'inferiorità, si sentono inadeguate, e cercano di fuggire dalle situazioni di confronto troppo diretto con gli altri. Ma questo è il semplice risultato dell'accoglienza che questa società riserva loro dal primo ingresso in questo mondo. In realtà, le persone insicure sono le più creative, le più forti, le più assolutamente determinate. Ma, avendo tempi di sviluppo della propria personalità, diversi da quelli di un imbecille( che a vent'anni è già sicuro di cosa sia vero e cosa è falso, di come gira il mondo, di cosa “si deve” fare nella vita, a cosa “si deve” dare importanza, di dove “si deve” arrivare, e attraverso quali porte; del senso complessivo della vita, e così via), la società fa in tempo, spesso e volentieri, a farcire queste stupende crisalidi di un sacco di false convinzioni su se stesse. Per impedire loro, attraverso un progetto “da qualche parte consapevole”, di diventare farfalle. E quindi, di rivoluzionare in senso spirituale il mondo che le circonda! L'insicuro, il titubante, l'esitante, vengono derisi fin da piccoli. In questo modo, fin da piccoli, vengono resi dipendenti dall'opinione che gli altri hanno di loro... Quando Cartesio rivoluzionò il modo di fare filosofia dell'epoca, introducendo la pratica del “dubbio metodico”, altri non fece se non fornire una spiegazione sistematica e compiuta, di quanto ad ogni istante accade nella mente di un cosiddetto “insicuro”...”Sospensione del giudizio”: una grandissima risorsa per l'umanità! “Reggere la tensione che subentra quando niente, viene più accolto come ovvio, “normale”, “valido”, “vero: che arma prodigiosa per il guerriero! Eppure a nessun insicuro, per quanto mi risulta, sono mai stati pagati i diritti d'autore. Né il mondo, attraverso i secoli, ha imparato a chiamarli: GUERRIERI SPIRITUALI! Una persona insicura, in realtà è colui che aspetta, prima di formulare un giudizio. E' una persone che non ha fretta di concludere, perché non a l'urgenza di rinchiudersi in una prigione di credenze cristallizzate. Una persona insicura, ha bisogno del suo tempo; tanto per decidere, quanto per agire. Ma il vero nome di questo rapporto con la realtà è “saggezza”, non insicurezza( in senso corrente). Una persona Insicura aspetta, prima di dire :”Le cose stanno così, e basta”. Sente,da qualche parte nella propria interiorità, che la verità è un processo di continuo “rettificare” e “mettere in discussione”; e non un possesso di cui ci si possa ritenere “depositari”, una volta e per sempre. Ma il nome più adatto, per tutto questo, è: lungimiranza, non insicurezza. Una persona insicura ha bisogno di sapere sempre il “perché” delle cose. Ma questa si chiama "intelligenza", non "insicurezza". Una persona insicura ha paura di sbagliare, e delle conseguenze dei propri errori. Ma, ancora una volta, il nome più adatto non è" insicurezza", bensì "sensibilità". Una persona insicura, tende a credere negli altri, e al fatto che che gli altri non abbiano motivo di restituirle un'immagine deturpata della propria persona. Possiamo chiamare questa predisposizione: “fiducia”, “innocenza”, “ingenuità”, “trasparenza”, o “avere un cuore grande”!...Ma non “insicurezza” A ben vedere, gli unici problemi reali(ovvero non basati interamente su una falsa immagine di se stessi), che hanno le persone socialmente tacciate di “insicurezza”, sono la “dominanza” sociale delle persone cosiddette“sicure”; e, per quelli disposti a crederci, anche il progetto di asservimento perseguito dai BURATTINAI. Se dovessi dare un nome io, alla tanto deturpata “insicurezza” delle farfalle, la chiamerei invece: “mancanza di forma”.Una dote meravigliosa, quindi, e non un difetto..Proprio perché tende a non calarsi diligentemente in un “contenitore rigido di convinzioni” , la persona “insicura” può assumere ogni forma, e trascendere infine “ogni forma”. Proprio per questa ragione, la persona insicura è potenzialmente la più simile al “divino”, e alla naturale armonia dell'universo. Solo, il pericolo è quello di lasciarsi convincere, da una società piena di urgenze e prescrizioni, che la propria mancanza di forma sia un difetto, una condanna: un qualcosa di cui vergognarsi. Perché a la vergogna è una potente arma, da sempre utilizzata per far rientrare le persone speciali nel gregge, e a capo chino! Anche per tutte queste ragioni, parlo sempre di “guerrieri spirituali”, e di una lotta, che l'individuo deve sostenere, per la realizzazione della propria unicità! Prendiamo, ancora una volta, in considerazione i cosiddetti “sicuri”.Sono proprio loro, a mio avviso, a soffrire di quell'insicurezza che tanto rimproverano alle anime più creative. Un fenomeno di banale proiezione della propria inadeguatezza, paura, insicurezza, appunto, su tutto ciò che è meravigliosamente diverso da loro. Sono proprio loro, i “sicuri”, quelli che vanno nel pallone appena vedano vacillare uno di quei pochi pilastri che tengono in piedi il loro castello di carta. Sono loro, i sicuri, che si sentono completamente spersi, appena non possono invocare l'aiuto di un sistema di cognizioni ricevuto in cambio di una delega. Sono loro, i sicuri, quelli che meno si sanno adattare a cambiamenti delle loro meschine routine. Sono loro, infine, che diventano spesso pericolosi, e violenti, non appena una qualche forma di diversità chiede di potere semplicemente coesistere, nel tempo e nello spazio, accanto alle loro preziose “sicurezze personali”! In ultima analisi: ad essere“Sicuro e insicuro”, secondo me, è sempre e solo una medesima, impoverita, manipolata, ottusa persona. Uno che riesce a scorgere una banale metà di se stesso, e se ne compiace superficialmente; e poi infama la propria parte "in ombra", sfogandosi su “altri”, che non c'entrano nulla, e non gli somigliano per niente... Questi altri, i “diversi” veri, quelli che la società del dominio chiama con disprezzo “insicuri”; quelli che esitano prima di dar una risposta definitiva, e prima di dire:”Io sono questo! Le cose stanno così! E il resto è m...a!”: almeno noi, che vogliamo comprendere, e non dominare, chiamiamoli, per favore: “Creature che trascendono la forma”, o “Crisalidi che provano a diventare farfalle”! Non renderemo loro piena giustizia per tutti i torti che da sempre subiscono, forse. Ma ci sposteremo di un bel passo in avanti, sulla strada che conduce alla verità!

In conclusione: una buona dose di cosiddetta “insicurezza”, ovvero una predisposizione alla "mancanza di forma", nello zainetto da viaggio del guerriero spirituale, è, senza ombra di dubbio, una risorsa dal valore inestimabile...

Un abbraccio controcorrente

David Di Bella

www.unfilosofocontrocorrente.blogspot.com



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