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SABATO 17 MAGGIO, Fiera del Libro di Torino, presso lo spazio Autori A, dalle ore 20 ALLE ORE 21
LA RIVISTA IL CAVALLO DI CAVALCANTI PRESENTA:
"Io so perché sono…uno scrittore" (P.P.Pasolini)
Parole al tempo della guerra.
Insieme alla redazione della rivista discuterà del tema:
ADRIANO VOLTOLIN, psicanalista.
Durante la conferenza saranno letti brani tratti dalle opere di Mario Rigoni Stern, Elsa Morante, Anna Maria Ortese.
Conduce Franco Romanò, direttore della rivista Il cavallo di Cavalcanti.
Due grandi scrittori e intellettuali del secondo dopoguerra, Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia, in due interventi molto differenti per ispirazione e anche per il diverso momento in cui furono scritti, affrontavano il tema della responsabilità dell'intellettuale rispetto alla storia e ai drammatici problemi del mondo di allora.
Il famoso Io so del poeta di Casarsa, pubblicato su 'Il Corriere della Sera' nel 1974 e L'autointervista del 1984 in cui Moravia avanzava l'auspicio che la guerra diventasse un tabù, possono sembrare datati o addirittura patetici, nel secondo caso, visto che il conflitto sembra essere diventato dilagante. Li abbiamo riproposti e abbiamo invitato uno psicanalista a parlarne perché crediamo che la passione che animava quegli interventi sia ancora capace di scuoterci e anche perché molti dei quesiti che suscitavano sono ancora davanti a noi irrisolti.
Non rimpiangiamo di quella stagione il modo ideologico e i binari entro i quali si chiedeva agli intellettuali e agli scrittori di essere presenti al loro tempo; ma al tempo stesso proviamo imbarazzo per il silenzio e l'afasia che sembra contrassegnare i nostri tempi. Richiamarsi, allora alle pagine indimenticabili di Rigoni Stern, Ortese e Morante, tutti testimoni degli orrori e delle sofferenze di un secolo fra i più violenti della storia, ci è parso un modo degno di battezzare la nostra rivista.
Franco Romanò, direttore de 'Il cavallo di Cavalcanti'.
A cura di Addictions, Magenes editoriale.