VIENI A CERCARMI - DAVIDE URIA

Venerdì 27 Maggio 2016 14:44
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Si intuisce, in "Vieni a cercarmi", la raccolta di poesie di Davide Uria, l'immediatezza con cui i sentimenti più svariati si susseguono con la massima grazia nell'anima dello scrittore. Davide denuda l'umano nelle immagini mostrandone il varco dell'anima.
Scaturisce tra le righe poetiche una forza interiore che caratterizza il modo di pensare, di cogliere profondamente quelle verità difficili da negare. Piccolo e grande sono concetti relativi, quasi inutilizzabili se ci si accosta alla poesia. Le percezioni a volte istintive, altre volte maturate con la conoscenza interiore, sono ancora un'altra meta. Ancora un altro viaggio attraverso gli occhi.

"Come il sole al far del giorno / i miei occhi si palesano" (Cielo nero)
"Ho percorso il cielo / che era dentro di te / smarrendomi ogni giorno" (Stelle)

L'onestà dei sogni, con quel bambino che conosce l'adulto, con il timore che il passato possa d'un tratto scomparire e che il futuro sia privato dei panorami dell'anima, è un elemento costante e autentico che contraddistingue le liriche di Davide. Così come la consapevolezza che, in ogni caso, il viaggio da affrontare è un viaggio di solitudine, in compagnia delle buone parole per tracciare la rotta.

"Il tempo è sottile tra le dita / sfugge lestamente" (Tempo sottile)
"Aspra la vita / aguzza come il tacito / eco della tua assenza" (Della tua assenza)

Davide Uria fa sua una caratteristica importante del poeta: stupisce! Ed è attraverso lo stupore che poi si approda alla conoscenza e per chi legge, alla conoscenza di sé. Ma perché l'altro (il lettore) si stupisca è fondamentale che per primo il poeta si stupisca!
E' un viaggio difficile, quello della poesia, ma interessante come tutti i viaggi difficili.



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