4º Premio MEDIA SAVE ART
Concorso internazionale d'articoli sulla salvaguardia del patrimonio culturale
COMUNICATO STAMPA
Saccheggio del patrimonio africano e scavi clandestini in Medio Oriente,
temi premiati dalla giuria
Un giornale nigeriano e un giornale giordano vincono
il premio di 4.000 US $
Il Premio MEDIA SAVE ART, istituito dall'ICCROM (Centro internazionale di studi
per la conservazione ed il restauro dei beni culturali), é un concorso
internazionale d'articoli giornalistici sul tema della salvaguardia del patrimonio
culturale, destinati al pubblico. Il concorso, alla sua quarta edizione, comprende
le categorie "Articolo" e "Serie". Un premio di 4.000 US $
è attribuito rispettivamente all'autore del migliore lavoro in ciascuna
delle due categorie.
Una giuria internazionale, composta da personalità nel campo dei media,
della conservazione e della cultura, ha premiato il giornalista nigeriano Ozulua
UHAKHEME per l'articolo "In flight ... African Cultural History" pubblicato
sul The Guardian. L'autore, partendo da un fatto di cronaca, denuncia la gravità
del problema del traffico illegale delle opere d'arte in Africa, alimentato dalla
povertà della popolazione, dalla corruzione dei funzionari e degli stessi
responsabili dei musei. Fenomeno difficile da arginare poiché i trafficanti
escogitano continuamente nuovi metodi per portare all'estero tesori d'inestimabile
valore, impoverendo in tal modo il patrimonio locale.
Per la categoria "Serie" é stato premiato il giornalista Owen
CLEGG per il suo lavoro intitolato "The illegal excavation and trade in antiquities
in Jordan", pubblicato sul quotidiano giordano Jordan Times. La serie, che
comprende tre articoli, esamina in modo chiaro e succinto i problemi legati all'attività
degli scavi clandestini e propone delle soluzioni provocatorie meritevoli di riflessione.
Data la qualità degli articoli selezionati e l'interesse dei temi affrontati,
la giuria ha deciso di attribuire una menzione d'onore agli altri finalisti fra
i quali tre italiani: Salvatore Giannella, Fabio Maniscalco e Rosario Simone.
Particolarmente attuale l'articolo di Fabio Maniscalco, docente di "Tutela
dei beni culturali in aree mediterranee" presso la Facoltà di Studi
Islamici dell'Università Orientale di Napoli e direttore dell' "Osservatorio
Permanente per la Protezione dei Beni Culturali" dell'I.S.FO.R.M., che ha
monitorato la situazione del patrimonio culturale del Kosovo in occasione del
recente conflitto, pubblicando i risultati nel reportage ""Kosovo. La
memoria distrutta" sulla rivista "Archeologia Viva".
La consegna dei premi avverrà il 21 novembre 2001 a Roma presso la FAO
in occasione della 22ª sessione dell'Assemblea Generale dell'ICCROM.
Per la quarta edizione, gli organizzatori del concorso hanno ricevuto 395 articoli
provenienti da 56 paesi di tutto il mondo con la partecipazione di 132 giornalisti
da 123 testate diverse. Svariati i temi trattati: traffico illegale e furti d'opere
d'arte, sviluppo urbano incontrollato e turismo, leggi inadeguate, distruzioni
causate da guerre, fanatismi religiosi e vandalismi, interventi di restauro non
appropriati.
Un panorama davvero desolante rischiarato dall'accresciuto interesse della stampa
in questi ultimi anni nei confronti del patrimonio che é percepito non
più solo come un bene nazionale, ma come un bene appartenente all'intera
umanità.
L'ICCROM é un'organizzazione intergovernamentale creata dall'UNESCO nel
1959 e avente la propria sede a Roma. Il suo compito é di promuovere a
livello mondiale la conservazione del patrimonio attraverso le seguenti cinque
funzioni: documentazione, ricerca, cooperazione, formazione e sensibilizzazione.
Attualmente comprende 100 Stati membri.