Speciale
Fiera internazionale del libro TORINO

di R. Calafiore

Prende il via, giovedi' 16 maggio e fino al 22, la Fiera Internazionale del Libro, edizione 2002, al Lingotto di Torino. Appuntamento ormai consueto della cultura italiana e nella fattispecie editori, autori, giornalisti, distributori e si spera, lettori e quanti altri ruotano a vario titolo intorno al mondo dell'editoria.
"Ritrovare il tempo" è il nuovo slogan, dopo il fortunato "Respirare libri" della precedente edizione, che lancia e sottintende il tema dell'attuale edizione: Il tempo, la banca del tempo ritrovato.
Un tempo ritrovato , tra le tante corse della vita frenetica, da dedicare a noi stessi, come a noi stessi è dedicato il tempo speso nella lettura di un libro. Un tempo speso che, contrariamente ad ogni concetto di "spesa", rimanda ad uno svuotamento, ad una perdita o a uno scambio, quasi come per magia, in questo caso, diventa un riempitivo, un arricchimento. Magie della lingua e dei concetti ad essa correlati, magia delle parole di carta. E, magico è lo spirito con cui si invitano lettori piu' o meno famosi a spendere una parte, anche piccola del proprio tempo per la lettura ad alta voce, ad appannaggio di chi per motivi diversi è costretto in degli ospedali, nelle careceri, nelle fabbriche o nelle scuole. Una lettura, un tempo ritrovato ...un tempo dedicato, per accumulare ricchezza e ripartirla.
Al di la' delle sembianze similcomunista del concetto racchiuso dietro lo slogan, il guadagnarsi ricchezza attraverso il tempo e la lettura ritrovata per poterle condividere e ripartire con la collettività, sicuramente è anche quello su cui confidano i tantissimi editori espositori, molti dei quali attendono questo evento-fiera per far conoscere al grande pubblico i propri cataloghi, spesso resi invisibili dalla presenza delle grosse case editrici e dalle difficoltà di distribuzione. E soprattutto dare un po ' di linfa ad un settore, quello dell'editoria, da troppo tempo in crisi. Crisi forse dovuta anche al fatto che il tempo ritovato, per diversità di sollecitazioni, visive soprattutto, viene indirizzato in altre direzioni rispetto alle pagine stampate e rilegate. Ma almeno lo sforzo della fiera è sicuramente apprezzabile, nel suo rinnovato tentativo di avvicinare sempre piu' un vasto pubblico alla lettura.
L'edizione di quest'anno lancia anche uno sguardo un po' piu' attento verso gli scrittori svizzeri e quelli catalani a cui è dedicata la vetrina della Fiera. Conferenze e dibattiti, oltre alla presenza nei vari stand delle case editrici dei rispettivi autori che incontrano il pubblico, fanno da cornice a quello che in Italia è sicuramente il piu' importante evento nel settore dell'editoria.
Altre informazioni possono essere reperite sul sito ufficiale http://www.fieralibro.it della Fiera Internazionale del Libro.

A breve articoli dai nostri inviati


Ritrovare il tempo ... (di Raffaele Calafiore)

Ritrovare il tempo...
di sicuro sono stati ritrovati gli editori. Oltre mille espositori per questa edizione 2002 e molti sono stati i visitatori nelle prime due giornate. E chi sa che non si riesca a centrare l'obiettivo, racchiuso nello slogan di questa edizione, di ritrovare il tempo, oltre che per visitare la fiera, anche per comprare i libri.
Già nello scorso dicembre i dati rilevati nelle librerie segnavano un passo positivo. Probabilmente i fatti dell'11 settembre e il pesante clima di incertezze che si è determinato hanno spinto i più verso la lettura, per informarsi, per capire, per conoscere, per rivisitare il proprio tempo e ritrovarsi, anche dopo le infelici dichiarazioni di qualcuno che aveva parlato di scontro tra civiltà e di qualche altro che aveva parlato di superiorità di una civiltà rispetto alle altre.
I primi dati sembrano confermare questo andamento positivo delle vendite, anche se sono ben lontani dal risolvere i problemi dell'editoria, soprattutto quella minore, che stenta a guadagnarsi visibilità.
Abbiamo sbirciato un po' tra i libri di tutti i generi e per tutti i gusti, dai goliardici (nel senso che ridanno leggerezza e piacere alla lettura) del sempreverde Scipioni, alle pubblicazioni delle edizioni "Biblioteca Franco Serantini", testi di analisi politica tra cui il bel saggio di Gianfranco Morelli "L'amara vittoria del situazionismo", rivisitazione critica dell' "Internationale Situationniste", vecchio di qualche anno (1996) e non sempre reperibile in libreria; per poi procedere il viaggio nell' "universo lettura" anche attraverso innumerevoli riviste e pubblicazioni sacre.
Da segnalare anche la prima presenza a Torino della giovane casa "Cal.co editore" che, in anteprima nazionale, presenta il suo terzo titolo "WO-MEN", del fotografo Attilio Solzi. Un libro di fotografie, come i due precedenti, che indaga, con obiettivo critico e penetrante, aspetti della vita contemporanea e, nello specifico di questo volume, la realtà dei transessuali brasiliani residenti a Milano, ritratti nelle loro case in atteggiamenti di vita quotidiana.
Molti gli incontri dedicati agli scrittori svizzeri e catalani, ospiti dell' edizione di quest'anno.
Tra le novità da segnalare in occasione di questa fiera, anche la presentazione di "BillBook", accompagnata da X LIBRI, il suo organo informativo, che si propone come punto di riferimento, soprattutto per la piccola editoria, quale promotore e distributore, tanto attraverso la rete Internet quanto attraverso i canali tradizionali, ma sempre con l' occhio puntato alle moderne tecnologie.
La fiera continua, non resta che aspettare i dati finali per fare bilanci, anche se l' aria che si respira tra gli stand lascia ben presagire. Tutti uniti quindi, editori, librerie, distributori ed ente fiera, per il raggiungimento dell'obiettivo comune. Ritrovare il tempo e... restituirlo alla lettura.
Dal Lingotto - Torino
Raffaele Calafiore
17/05/02


Intervista a Cinzia Floccari, amministratore di Billbook distribuzioni (Raffaele Calafiore)

Tra i banchi della fiera quest'anno, oltre a qualche nuovo editore, oltre alle ultime novità in libreria, campeggia come sempre l'atavico problema: ma le piccole case editrici, oltre il mercato-fiera del libro, sicuramente tappa importante per far conoscere ad un vasto pubblico i propri cataloghi ed avere dei banchi coi prorpi titoli, al pari dei grandi editori, passata la fiera, oltre quei contatti diretti con librerie ed in qualche caso distributori, nati anche grazie al salone stesso, cosa possono fare per gudagnarsi visibilità continua sui banchi affollati e qualche volta esigui delle librerie?
Tra le novita', si è affacciata alla fiera del libro di torino una nuova figura che, anche grazie al suo organo informativo X LIBRI, tenuto a battesimo in occasione del salone del libro, tenta di coniugare la vecchia distribuzione con i nuovi mezzi offerti dalla tecnologia, per la distribuzione dei libri. E soprattutto i libri dei medi e piccoli editori. Abbiamo rivolto alla giovane amministratrice della Billbook distribuzioni, Cinzia Floccari, laureata in lingue e con diverse collaborazioni a sigle editoriali fino al 2001, qualche domanda.

1. Signora Floccari, passano gli anni , si rinnovano gli slogan della fiera ma il problema vero, oltre alla scarsa affezione del pubblico al libro, non sembra essere affrontato nella sua essenza. I piccoli editori continuano ad avere difficoltà nella presenza sui banchi delle librerie. Ci puo' dare un suo parere?

Le librerie sono spesso tempestate dai grandi editori che mirano ad occupare il massimo spazio possibile, talvolta anche con condizioni economiche capestro; in questo modo resta fisicamente poco spazio per esporre piccoli editori che, spesso, non seguiti bene dai propri distributori locali, finiscono con l'essere più un problema per il libraio (si pensi alle rese ed alla fatturazione) che non una risorsa in termini di qualità ed offerta.

2. Cosa puo' fare il piccolo editore oggi per far conoscere il suo catalogo e aspirare ad una visibilità maggiore in libreria che qualche volta potrebbe significare qualche copia in piu' venduta?

Il problema di fondo è la promozione. Difficilmente un piccolo editore può aspirare a grandi recensioni e altrettanto difficilmente ha a disposizione enormi budget pubblicitari.
Sicuramente il semplice invio del proprio catalogo non aiuta un libraio nella scelta... basti pensare a cosa si verificherebbe se i 2848 editori registrati in Italia inviassero un catalogo ad ogni libraio...
Alcuni circuiti informatizzati già esistono, ma riservati a coloro che possono permettersi dai 7 ai 15mila euri all'anno, e senza garanzia di risultato commerciale nè di visibilità.

3. in occasione di questa edizione della fiera vi siete presentati al pubblico ed agli operatori con il primo nuimero di X LIBRI. Cosa è e cosa si propone?

XLibri vuole andare in più direzioni ed offrire varie soluzioni promozionali, soprattutto a costi contenuti.
In pratica l'esperienza è importata da quello che già fa il gruppo Messaggerie con gli editori di cui è azionista, il trimestrale "il libraio"
Noi facciamo un giornale mensile, riservato ai piccoli e medi editori, con la possibilità di autogestire lo spazio, con programmazione sia di lancio delle novità sia di iniziative, sia dell'intera pubblicazione del catalogo.
Il giornale non solo raggiunge i librai, ma anche i loro clienti, con un a diffusione media di circa 25.000 copie.

4. A chi si rivolge Billbook?

L'idea di fondo dalla quale parte il portale è quella di andare oltre il semplice e-commerce.
Offrire servizi integrati sia agli editori sia alle librerie cercando di abbinare all'ide adel service distributivo anche, e soprattutto, un valido supporto promozionale.
L'ottica è ribaltata rispetto alla distribuzione tradizionale, che vede nel libraio il cliente finale.
Abbiamo invece immaginato la libreria come il punto di incontro tra editori e lettori; in questa visione del mercato editoriale il libraio è partner del distributore, e come tale va affiancato nel suo lavoro e supportato.
Soprattutto il suo spazio è limitato, e non può contenere deine di copie di ogni proposta di ciascun editore.
Il suo lavoro è prezioso, perchè è l'interlocutore diretto con il lettore, e spesso suo consigliere.
Il suo tempo è prezioso, e di certo non può sempre essere disponibile a valutare ogni nbuova proposta nell'esatto momento in cui il promotore passa nella sua libreria.
In questo senso abbiamo cercato di imaginare un servizio che offrisse la possibilità al libraio di essere sempre aggiornato sulle novità editoriali, sulle offerte promozionali e commerciali degli editori, possibilmente con delle anteprime da poter valutare, e soprattutto quando egli stesso lo avesse ritenuto opportuno.
Abbiamo in questo senso attivato, tra i vari servizi promozionali, una fax-list mensile di offerte, una fax-list quindicinale di novità editoriali, una sezione specifica internet accessibile comodamente e direttamente a qualunque ora; a ciò abbiamo abbinato mailing quindicinali ed un servizio commerciale che consentisse al libraio di effettuare i propri ordini e le proprie prenotazioni comodamente ed in qualsiasi momento, anche di una sola copia di un solo testo!
Un servizio ovviamente a disposizione della libreria, che diviene così elemento centrale dell'incontro editoriale.
Strumento di ricerca bibliografica e di approfondimento, oltre che utile strumento di ricerca di informazione ed informazioni.
A questi strumenti abbiamo abbinato questo giornale, XLibri, dedicato a recensioni, editoriali e promozione editoriale in genere.
Per la prima volta viene proposto gratuitamente ai lettori un prodotto del genere, ed offerto proprio lì dove è giusto che i libri si vendano e si ricerchino: in libreria.
Offerte speciali, novità editoriali, anticipazioni e nuove proposte gratuitamente offerte, ogni mese, dal proprio libraio di fiducia ai propri clienti più assidui.
Un'occasione in più per parlare di libri, e richiedere sempre di più e soprattutto un servizio sempre migliore.

5. Come sono strutturati i servizi?

Un facile sistema di accesso e di autenticazione per personalizzare il proprio rapporto.
Uno standard semplice e sicuro che non richiede la comunicazione di dati “sensibili” quali carte di credito e numeri di conto corrente; spedizioni celeri e con costi imbattibili e trasparenti.
Un sistema facile e sicuro non solo per i propri acquisti, ma anche e soprattutto per le proprie ricerche bibliografiche e per essere sempre aggiornati su quello che succede nel mondo dell’editoria.
Un servizio indispensabile per quei lettori che non si accontentano, per quelle librerie esigenti che vogliono offrire sempre di più e sempre il meglio ai propri clienti, un valido supporto per quegli editori che vogliono andare oltre la propria distribuzione ed essere presenti ovunque senza lasciare quello che hanno.

Iscriversi ai mailing informativi è facile e soprattutto gratuito, basta inviare una mail a info@billbook.it oppure inviarci un fax o una richiesta compilando i moduli in ultima di copertina.
Per entrare "in rete" con billbook basta invece seguire le semplicissime indicazioni sul nostro sito, http://www.billbook.it compilare con tutti i dati richiesti le maschere e... buona navigazione!
Potrete in ogni momento verificare lo stato degli ordini, verificare la posizione contabile, modificare le condizioni di pagamento, rateizzare gli importi, ordinare anche quantitativi minimi di libri con sconti più che competitivi; ricevere e verificare le offerte promozionale del mese e gestire in tutta serenità il vostro negozio.
Potrete richiederci di essere segnalati per eventuali presentazioni ed organizzare con noi spazi eventi.
Una vasta gamma di servizi, completamente gratuiti, per gestire al meglio la propria attività e soprattutto per offrire sempre il meglio ai propri clienti.

Ma billbook è anche un semplice e comodo servizio di ricerca bibliografica, per autori e generi ed editori.
Un utile strumento per chi studia, con offerte particolarmente vantaggiose per gli studenti delle classi superiori e universitari.
Un punto di riferimento per i lettori più accaniti, ci sono dedicate pagine di recensioni e servizi di chat, oltre ad una serie
di servizi tutti da scoprire.
Un valido aiuto per chi, per i più diversi motivi, vuole ricevre comodamente a casa prorpia libri ed informazioni editoriali.
Il tutto senza dover lasciare i dati della propria carta di credito o dei proprio conto corrente.
Un mondo di servizi per facilitare la vita di chi legge!

Billbook vuole essere principalmente una nuova prospettiva per gli editori.
Una vasta gamma di servizi dalla promozione alla distribuzione alla logistica per rendere agevole la vita in un settore senza mezzi termini difficile.
Un nuovo modo di rapportarsi al mercato, senza le preclusioni dettate dalla grandezza o dal fatturato.
Un momdo di fare conoscere le proprie proposte al pubblico tecnico e non, attraverso una selezione di servizi efficaci, in grado di supportare ogni fase dell'attività editoriale, sia nel proprio rapporto con i lettori, sia con le librerie, e soprattutto sia sotto il profilo promozionale che sotto quello distributivo.
Un modo semplice ed elastico di gestire la propria casa editrice sfruttando al meglio le possibilità di partnership e quelle offerte dalle nuove tecnologie.
Soprattutto un servizio che non richiede quantitativi minimi e che si va ad affiancare alla eventuale distribuzione cui si affida normalmente l'editore.
Un modo per offrire qualcosa dippiù senza dare nulla di meno ma soprattuto senza togliere nulla!


6- Si parla sempre piu' di libri elettronici, anche se da piu' parti si sottolinea il legame al cartaceo. Come intende billbook, coniugare le nuove istanze tecnologiche con il vecchio sistema di far esser presente il libro, cartaceo, sui banchi delle libreire

Non si deve mai confondere il mezzo con il fine o con l'oggetto finale.Quando venne la Radio si pensava che l'epoca dei giornali fosse finita, e quando venne la televisione ancora dippiù...
Invece si è capito che la Radio era uno strumento preciso con una sua dimensione, che il giornale aveva funzioni diverse e che si doveva perciò tarsformare, e soprattutto che la televisione non sostituiva tutto, ma copriva delle esigenze... Il libro "elettronico" sarà di certo un utilissimo strumento di trasmissione delle idee e delle innovazioni, si pensi ad esempio al passagio di informazioni tra istituti di ricerca.
E di certo sarà un validissimo strumento di lavoro, consentendo il trasporto di voluminosissime relazioni in pochissimo spazio...
Ma tutte queste cose non sono sinonimo di libro, che da quando esiste la scrittura è l'unico oggetto che non è mai stato sostituito con altro, per quanto sia stato sempre migliorato e perfezionato nella sua forma e nella tecnologia di realizzazione.

7.Una domanda che è anche un po ' il leit motiv di queste interviste raccolte in fiera, soprattutto ad editori: come crede si possa vincere la disaffezione dei lettori verso i libri?

Secondo me non c'è una disaffezione verso i libri, certamente nelle librerie c'è sempre meno varietà di offerta e, qualitativamente, ad un prezzo eccessivo. Inoltre i tempi della vita quotidiana si sono enormemente accelerati, il che ha portato a meno possibilità di passare in libreria a cercare qualcosa di interessante.
Solo negli utlimi anni, cogliendo questo fenomeno, si vedono sintomi di miglioramento, sia attraverso la vendita via internet, sia con iniziative come l'apertura delle librerie anche il fine settimana.

8. Come le è sembrata questa fiera alla sua prima presenza come distributore?

Sicuramente interessante da un punto di vista professionale; qualche perplessità sulla capacità di orientarsi da parte del publico, dal momento che non vi erano particolari aree e disposizioni tematiche.
Professionalmente i migliori incontri sono stati quelli in cui, sentendo le esigenze di tutti, abbiamo ulteriormente migliorato le proposte di servizio, come potrete vedere già da qualche mese.


L'ODORE FRESCO DI STAMPA.
Nuovi editori alla Fiera di Torino
Intervista a Enrica Langiano della nuova casa editrice DESIDERIO & ASPEL
(Raffaele Calafiore)

Girando per i saloni della fiera, oltre alle novità editoriali, oltre
alla ressa dei piccoli editori per guadagnarsi visibilità nell'evento
tritatutto della fiera, non si puo' non notare anche la presenza di
qualche nuova casa editrice. E' cosi per Cal.co. editore, prima
presenza a Torino anche se già "anziana " di un anno e cosi' e' anche
per Desiderio & Aspel, la nuovissima casa editrice romana, ancora
pregna dell'odore fresco di stampa, la cui direzione è affidata a
Enrica Langiano *. La stessa gentilmente si è offerta di rispondere a
qualche nostra domanda.


1. In un tempo dove la disaffezione per i libri sembra una costante del
nostro tempo, la stessa fiera ha adottato per questa edizione lo
slogan "Ritrovare il tempo", magari per restituirlo alla lettura di un
libro e quindi a se stessi. Operazione sicuramente mirate ad invertire
l'andamento negativo dell'editoria, come e soprattutto, da dove nasce
l'idea di una nuova casa editrice?

Potrei rispondere con concetti e parole che si richiamano al valore e alla
tradizione della cultura, ma non sarebbe la ragione più vera. Questa casa
editrice nasce dalla mia passione per i libri, e da una sorta di dipendenza
a quell'emozione travolgente che si prova nel momento in cui ne nasce uno
nuovo che, per motivi più disparati, ha visto la luce anche grazie al nostro
contributo.

2. Desiderio e Aspel, perchè questo nome?

Perché questo nome racchiude le iniziali e i ricordi della mia famiglia.

3. Desiderio e Aspel, confidando in figure di provata professionalità,
nasce anche in seguito all'esperienza di Argos Edizioni, una casa
editrice dedita ai libri d'arte. Cosa vi ha spinto a cimentarvi in
questa nuova avventura e soprattutto cambiare genere?

Il motivo originario è stato il desiderio di comunicare, attraverso il
libro, una diversa esperienza culturale: quella della narrativa, soprattutto
introspettiva e soprattutto affidata ad autori italiani mai pubblicati
prima. Poi, grazie al contributo di amici, che sono giornalisti e curatori
delle varie collane, gli orizzonti si sono ampliati ancor più e le mete da
raggiungere ora sono forse più ardue ma indiscutibilmente più emozionanti.

4. In che ottica puo' leggersi una continuità, se c'e', con la
precedente esperienza?

Sicuramente nell'acquisizione della "pratica" e fondamentalmente in un certo
tipo di pratica, quella della "costruzione" del libro d'arte. E' la
continuità di chi crede nel libro come compagno intramontabile ed
insostituibile, e in assoluta controtendenza rispetto all'incalzante corsa
verso il libro mediatico, spera di poter produrre ancora "oggetti libri",
belli, raffinati che possano essere conservati e amati a lungo.

5. Una casa editrice che si presenta da subito con quattro collane per
ventidue titoli, alcuni già disponibili, altri di immediata
pubblicazione. Ci dice qualcosa sulle collane?

Vorrei restare con l'illusione che siano i lettori a ritirare e leggere il
nostro catalogo. Già a giugno è distribuito nelle migliori librerie.

6. Ma qualcosa possiamo anticipare? Monpracem, una collana di viaggi, a cavallo tra il fantastico,
l'interiore, il reportage ed il viaggio reale, inteso come spostamento
geografico, ma che non vuole essere una "Guida pratica per viaggiatori"
ma un luogo eletto per il confronto e la conoscenza dell'altro da sè.
Un campo sicuramente affascinante e vasto. Su quali parametri vi
muovete per selezionare i lavori?

Su quelli che lei ha appena citato. Come hanno scritto Anna Piras e Simona
Sala, saranno racconti di viaggiatori bizzarri, come quelli cari a
Baudelaire, che riporteranno dai paesi visitati le atmosfere, le emozioni
del viaggio. La collana è indirizzata a tutti coloro che vorrebbero sentirsi
ancora più viaggiatori che turisti.

7.I Cinici invece sembrano l'alter ego di Viaggi Interiori, una sorta
di par condicio del modo di rapportarsi col proprio sè e con
l'esterno. E' solo la stessa lettura della realtà epurata di buonismi?

Assolutamente no. Una lettura che scopre, in un viaggio interiore, quegli
aspetti che forse ci spaventano, ma che in realtà completano la nostra più
perfetta conoscenza. Di noi stessi e di ciò che ci circonda.

8. Ritornando un po' a quello che dicevamo all'inizio di questa
chiacchierata: si parla di crisi dell'editoria e disaffezione per i
libri, anche se i dati di dicembre rilevati in libreria sembrano
disattendere questo andamento. Crede che la ripresa sia solo legata ai
fatti dell'11 settembre o realmente è in essere una inversione di
tendenza?

Valutare l'attuale andamento dell'editoria, è un interrogativo al quale
guardo con attenzione ,ma anche con distacco. In fondo, ho fatto la scelta
di stampare libri! Probabilmente esiste una crisi dell'editoria, che non
vorrei ricondurre a motivi specifici. Nel mio caso, rimane una valutazione
marginale. Desidero promuovere nuove opere e sollecitare la curiosità dei
lettori, il resto, si vedrà.

9.A cosa è dovuto secondo lei la disaffezione per la lettura?

Alla mancanza di tempo, soprattutto alla mancanza di tempo giusto. Di quel
tempo che ci trattiene, che ci fa riflettere, che ci fa respirare.

10. Un'ultima domanda: una cura, se esiste, per riavvicinare
soprattutto i giovani alla lettura.

Scrivere, e pubblicare, ciò che a loro interessa.


* Enrica Langiano ( Termoli, ottobre 1965) è stata per otto anni direttore
commerciale e amministratore della Nuova Argos edizioni. Per la Nuova Argos,
ha pubblicato nel giugno 2000, la sua prima opera narrativa "la donna al
mercato dei sogni".
Altri suoi romanzi sono: Pesah, passare oltre ( giugno 2001), e La
Camaldolese(aprile 2002)


SCIPIONI IL SEMPREVERDE

di Raffaele Calafiore

La fiera del libro, luogo di promozione libraria, vendita di libri ma anche dibattiti e incontri, in senso lato. Girando un po' qua e la, tra le tante proposte editoriali e tanti editori, vecchi o nuovi, piccoli o grandi, ci siamo imbattuti nei libricini, libricini perchè piccoli di formato, dell'anomalo editore Felice Scipioni che si è reso disponibile alle nostre domande e non ha perso occasione anche per qualche sfogo.


Scipioni, una casa editrice anomala nel senso che pur non essendo una casa editrice “a pagamento”, pur non servendosi di distributori, riesce a vendere 5.000/6000 copie di ogni titolo, toccando anche la cifra delle oltre ventimila copie per alcuni titoli della collana “Curiosità del Giardino di Epicuro”. Dov’è il segreto?

Allorchè qualche “folle” decide di diventare editore (ogni anno ne nascono circa 100 e ne muoiono 99), si preoccupa subito di contattare un importante distributore e appena controfirmato il contratto, si rallegra molto e sogna gente fuori dalle librerie, in fila per acquistare la primizia editoriale. Si aggira invasato per la tipografia alla quale ha commissionato la sua “creatura”. La tocca, la sfoglia, l’annusa . E’ raggiante e appagato.

Se è vero che gran parte degli editori nascenti sono squattrinati, dopo un anno sono anche pieni di debiti e sull’orlo del fallimento. Invocano contributi e sottoscrizioni per poter continuare a indebitarsi sempre di più.

Il distributore diventa il capro espiatorio e il novello Gutemberg stenta a comprendere che distributori e librai non hanno alcun interesse a promuovere un editore appena nato e con tanti grilli in testa.

Per quanto mi riguarda ho capito fin dall’inizio che per sopravvivere bisogna stare alla larga dai distributori e dalle librerie, soprattutto – per quest’ultime - da quelle con apparati burocratici, con i direttori, i vice direttori….Qualcuno scoprirà che “i libri si vendono anche in libreria”, ma non basta la scoperta, occorre passare all’azione…Purtroppo chi è stato contagiato dal fascino della carta stampata, è facile che si senta troppo importante e sufficientemente megalomane per rimboccarsi le maniche e adattarsi alle mansioni più umili che la povertà del libro richiederebbe.

E’ poi di primaria importanza che i titoli , i sottotitoli, le copertine, i contenuti, gli argomenti trattati e lo stile espositivo debbono essere tali da catturare l’attenzione e la simpatia di quell’esercito smisurato costituito dai non lettori, attirati da ben più seducenti sirene che non siano i libri.

Una scelta di marketing precisa quindi, quella di essere presente con la vendita di libri, in posti insoliti per questi prodotti, come possono essere le tabaccherie, le trattorie o i bar?

- Aggiungerei anche gli Alberghi, gli Agriturismi e le Edicole di alcune stazioni ferroviarie . Si noti che questa diffusione alternativa è limitata soltanto ad una parte della costa tirrenica tosco-laziale. Di più non è consentito alle limitate forze di un pensionato che intende divertirsi oltre che divertire.

E perché le librerie non dovrebbero dare spazio ad un piccolo editore di

libri che si vendono?

- Risponderò adducendo qualche esempio personale. Alcuni anni fa ero riuscito – a seguito di un buon rapporto

instaurato con il Direttore – ad introdurre , in conto deposito , i volumetti della collana “Curiosità”, negli scaffali d’ingresso della libreria Feltrinelli di Firenze, in via Cerretani. Allora la collana era costituita da 40 titoli ( meno della metà di oggi) dal prezzo medio cadauno di L.4.500. Ebbene, il fatturato del venduto reale dei primi nove mesi del 1997, raggiunse la cifra di L.5.120.000 ( al netto dello sconto del 45%) . In tempi più recenti il nuovo direttore ha inteso far piazza pulita nella “sua” libreria ed unilateralmente e senza preavviso mi ha inviato, fino all’ultima copia, tutti i titoli del conto deposito. I “libri spazzatura” non si addicono al nome prestigioso di sì altisonanti fucine del sapere. Naturalmente il Sig. Direttore non si è degnato neanche di rispondere alla mia lettera di risentimento.

- Tutte le librerie della catena Feltrinelli (eccezion fatta per quella di Pisa) attualmente si limitano a chiedermi una copia di quei titoli che qualche sciagurato e malcapitato cliente insiste nel volere ad ogni costo. Come quando, nello scorso giugno, dopo che Montanelli ebbe a dichiarare sul “Corriere” di leggere, alla sera, un capitoletto dei miei libri prima di addormentarsi. In questo caso troppe persone si riversarono a chiedere i libri Scipioni nelle librerie. E non si potè a tutti dire che si trattava di un piccolo editore, introvabile, e comunque non era il caso (si consigliò ad alcuni, ed ho le prove) di prendere in considerazione le affermazioni di un ultranovantenne un po’ rincoglionito. Fatto sta che da tutte le librerie Feltrinelli pervennero richieste che ho regolarmente evaso. Ma non finisce qui, perché a tutt’oggi i “signori del libro” – quasi tutti – debbono ancora saldare le fatture dei libri inviati e venduti da un anno.

- Lettura come piacere, lettura come godimento. Non a caso il sito della casa editrice www.leggendogodendo.com è un chiaro programma, già nel nome, di restituire piacere e godimento al libro. Ma con quali contenuti?

- Il libro vince soltanto quando si riesce a far comprendere che la lettura è un piacere, un godimento; quando il libro

è una medicina. Smettiamola di raccontare panzane: il libro eleva lo spirito, arricchisce, nobilita…tutti sanno che un buon pranzo, una bella donna, una nuova casa in campagna sono preferibili a qualsiasi libro.

Scoprire il piacere inesprimibile del leggere, andare in libreria come in farmacia, con la ricetta che soltanto un innamorato del libro e del sapere può dare. La passione e l’emozione per la lettura si trasmette soltanto per contagio. E quando il “morbo” ti afferra , la tua vita subisce un cambiamento radicale; quando sei preso dalla passione dell’apprendere e del conoscere, dimentichi gli affanni , non avverti la vecchiezza , ti senti immortale. Anche se il libro ti dà la coscienza dei nostri limiti e della nostra pochezza.

Pessimo è soltanto quel libro che vorrebbe sciorinarti e riempirti di certezze. Buono è il libro che ti solleva dubbi.

“Da dove veniamo, chi siamo, dove andremo”. Non sappiamo rispondere con la logica a queste domande e forse non lo sapremo mai , anche se ci fosse consentito leggere tutti i libri. Eppure queste sono le domande che i libri ci pongono. E questi sono i contenuti delle “Curiosità del Giardino di Epicuro”.

So di aver detto una scemenza e una bestemmia, almeno per i librai delle librerie Feltrinelli. Però prima di scagliare la scomunica , mi facciano il piacere, lorsignori, di leggerne qualcuno di questi libri volutamente goliardici, libertini , eretici , anticlericali, religiosi… che vogliono essere tutto e il contrario di tutto. Datemi almeno atto che sono concepiti con passione . E voi che avete estromesso questi libri dai luoghi deputati al sapere, avete commesso un delitto: il delitto di lesa passione.

Ma forse l’aver letto tanti libri mi dà la capacità di sopravvivere ai vostri tentati omicidi, facendomi sentire come Shaharazad che riuscì a sopravvivere al re Shahriyar.

-

- Una domanda un po’ personale. Per essere editori, passo essenziale credo sia l’amare i libri. Ed in quanto all’amore per i libri, la sua collezione che ormai vanta più di 35.000 titoli, la dice lunga. Dove e come è nata questa passione?

- E’ nata a Farfa, nel 1955. Facevo l’istitutore nel Collegio dei Benedettini. Era preside Don Oddone Ballesio, rettore don Giovanni Franzoni (il futuro abate di San Paolo). Il primo innamorato del sapere, il secondo della vita : amori complementari. In quell’atmosfera di silenzio interiore , di pace, ho incominciato a prendere familiarità con quel meraviglioso giocattolo costituito dal nostro cervello ed ho iniziato a riconsiderare il libro: da strumento di tortura a veicolo principe per acquisire la conoscenza. Mi sono reso conto con rammarico del tempo sprecato sui banchi di scuola. La mia ignoranza era ed è immensa, ma oggi ne sono consapevole. E la ricca biblioteca che possiedo mi fa da paravento, da salvacondotto : mi sembra di essere in paradiso, quando posso godermela. Sorge su di un grande casolare di campagna, in un terreno ereditato da mio nonno, sordo e analfabeta, che dopo venticinque anni di lavoro duro nelle piantagioni dell’America latina ha potuto mettere da parte 200.000 lire (anno 1928), fare ritorno al paesello e comperarsi un appezzamento di 30 ettari di terreno. E’ su questo terreno che ho potuto edificare la casa ove oggi ha sede un centro culturale , la mia biblioteca e la casa editrice. Sono fiero di questa nemesi storica: tutto deriva dalla forza della volontà e delle braccia di un povero emigrante.

- Un’ ultima domanda. Premettendo che i consigli non sono mai buoni e meno che mai quelli per gli acquisti, cosa si sentirebbe di consigliare a chi dalla lettura non è proprio catturato ….

- Tutti sanno che il mangiare e bere è un piacere, tutti sanno che fare all’amore è una cosa bella, ma pochissimi sanno che leggere è un grande godimento. Si campa lo stesso, certo, ma con un piacere in meno. E non inquiniamo questo piacere ammantandolo di funzionalità pragmatiche. Leggere non per sostenere un esame, per vincere un concorso, per trovare lavoro: leggere soltanto per godere. Tutto il resto verrà automaticamente, come un corollario.

Non c’è niente di nuovo sotto il sole: queste cose le aveva già intuite quattro secoli prima di Cristo , il filosofo del piacere, Epicuro. Il personaggio più insultato e travisato dai posteri. Più o meno così si espresse: in ogni impresa si raggiunge un po’ di soddisfazione soltanto dopo averla portata a termine; nella lettura, invece, la gioia procede di pari passo con il conoscere; infatti il godimento non viene dopo l’apprendere, ma l’apprendere e il piacere sono concomitanti.

Io ho provato e provo questo piacere.

Chi desidera altrettanto mi segua. La mia biblioteca è a disposizione.

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30/05/02

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