Editoriale n° 8 - 15 febbraio 2002

TV PUBBLICA, PRIVATA E CONFLITTI
Di Raffaele Calafiore

Ci è giunta in redazione una mail, spedita dal gruppo 2 febbraio di Bologna, ri-segnalataci da Antonio Liccardi, mai tanto calzante agli eventi ed ai dibattiti in corso: la vendita di una rete rai, il conflitto di interessi e la gestione delle informazioni e della comunicazione in genere.
Nel bel paese dove tanto si parla, molto si sparla e poco sembra farsi per una risoluzione reale ed obiettiva del conflitto di interessi, quella del gruppo 2 febbraio, sembra davvero una provocazione/proposta delle piu' sensate: se di vendita si deve parlare, che si faccia avanti un azionariato popolare, una società costituita da tante piccole quote diffuse, che possa competere con i grossi gruppi, o cordate imprenditoriali piu' o meno "nuove" e reciclate. Dopo Seattle, Praga, Genova…l'11 settembre…Porto Alegre, potrebbe essere un passo concreto, una pratica attiva e propositiva, quella di dare forza a progetti, anche su vasta scala, per impegno economico, che abbiano come obiettivo la costituzione di imprese "popolari" che per forza di cosa si pongano come obiettivo primario la qualità della vita attraverso la creazione di prodotti "umanamente accettabili", riponendo l'uomo innanzi tutto e non solo e sempre l'utile d'impresa. Ed in questo caso, delle TV, una informazione libera e democratica che possa essere realmente vicina ai bisogni della gente, che informi e sia di stimolo nella crescita culturale degli individui e delle collettività, e non solo manipolazione dell'informazione e contrabbando di paccottiglia. Ingenuo forse il mio pensiero, ma alla base di ogni azione credo deve esserci un sogno. Un altro mondo è possibile? Una diversa imprenditoria sicuramente necessaria.

Ecco di seguito il testo integrale della lettera, ripropostovi indipendentemente dall'area di appartenenza politica dichiarata dagli ideatori e sottoscrittori dell'appello.

e.mail del 14/02/2002
NOTA PRELIMINARE PER GLI AMICI CHE RICEVONO QUESTA MAIL
La preoccupazione per il destino dell'informazione in Italia sta facendosi seria. Abbiamo voluto affrontarla in un gruppo di amici bolognesi operanti nell'ambito del centro sinistra. Anzi dell'Ulivo, per essere più precisi. Non possiamo certamente
acquistare davvero una televisione, anche se ci dispiace di non avere più quelle che la sinistra aveva creato. E ci monta pure la rabbia al pensiero che ad acquistarle siano sempre stati i nostri avversari o i loro amici.
Quello che ci è venuto in mente a 15 giorni dal rinnovo del CdA della RAI può sembrare un gioco, e forse lo è. Ma potrebbe diventare una cosa molto seria se questa mail girasse rapidamente e raccogliesse qualche migliaio di adesioni. Tenendo conto che il numero dei potenziali aderenti è costituito dai navigatori del Web, non ci poniamo l'obiettivo di coagulare il consenso di milioni di persone. Basta molto meno. Se così fosse, potremmo incominciare a fare qualche proporzione e
quantificare davvero, da un lato la diffusa preoccupazione degli italiani nei confronti di un tema che è alla base della sopravvivenza della democrazia, dall'altro la necessità di reperire vie alternative per "resistere".
Vi pregherei di leggere con attenzione e se ritenete di voler contribuire alla diffusione di questo messaggio, sarebbe bello che lo faceste vostro in qualche modo.
Il modo più semplice per farlo è di premere il tasto per l'INOLTRO, aggiungere il proprio nome all'elenco e spedirlo ai propri amici, soprattutto a coloro che si pensa possano farne buon uso.
Grazie. Anche a nome di tutti coloro che sono un po' preoccupati per la libertà di pensiero e non sanno ancora che fare.
Vincenzo Zacchiroli

ATTENZIONE:
Il 17 Febbraio i presidenti di Camera e Senato nomineranno il nuovo Consiglio di Amministrazione della RAI. ll Berlusca ha detto di voler vendere RAI2 e RAI3 La NOSTRA Televisione.....NON LA SUA!!!
Complimenti: un bel modo per risolvere il conflitto di interessi!
E SE UNA LA COMPRASSIMO NOI?
Abbiamo poco tempo
La tua firma vale 1 EURO virtuale per acquistare un bene prezioso per la democrazia.
Firma la petizione e inoltrala a più indirizzi possibile.
L'Italia te ne sarà grata!!!

L'iniziativa è organizzata e coordinata dal Gruppo 2 Febbraio di Bologna

FIRMATARI:

1 Benedetto Zacchiroli, Bologna, Italia
2 Vincenzo Zacchiroli, Bologna, Italia
3 Loris Scarpelli, Imola, Italia
4 Silvana Vanti, Bologna, Italia
5 Alessandra Cavallini Bologna, Italia
6 Flavia Prodi, Reggio Emilia, Italia
7 Maria Chiara Prodi, Bologna, Italia
8 Cristian Vaccari, Bologna, Italia
9 Roberto Grandi, Bologna, Italia
10 Massimo Franceschetti, Bologna, Italia
11 Mark Padellini, Bologna, Italia
12 Ana Isabel Gomez Martin, Bologna, Italia
13 Michele Fasano, Bologna, Italia
14 Karin Munck , Parma, Italia
15 Vittorio Bigliazzi, Genova, Italia
16 Antonio Longo, Roma, Italia
17 Valentina Caracciolo
18 Cesare Lepri, Roma, Italia
19 Carla Cioni, Roma, Italia
20 Valeria Pompejano, Roma, Italia
21 Cristina Maccone, Roma, Italia
22 Riccardo Della Rocca, Italia
23 Francesca Vigiano, Roma, Italia
24 Antonio Liccardo, Napoli, Italia
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Attenzione: se sei il centesimo firmatario manda una copia della mail completa all'indirizzo gruppo2febbraio@inwind.it poi inizia di nuovo la catena con una nuova mail che porti il tuo nome come primo firmatario.

Il gruppo si riserva di pubblicizzare questa campagna di resistenza democratica

Copyright gruppo 2 Febbraio di Bologna




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