Editoriale n° 5 - 18 dicembre 2001

Quando nel 2000 internet ha cominciato a crescere con valori esponenziali, per le sue insite peculiarità di comunicazione e interazione, si è temuto che potesse scalzare quella che da anni è parte integrante del nostro arredamento, e soprattutto delle nostre vite: la televisione. Lo si è temuto ancora di piu' quando nel nostro parlare hanno preso sempre piu' forma parole e concetti come larga banda, web tv e tutto cio' che ad essi è correlato. Non piu' una fruizione passiva del mezzo televisivo, che nel bene o nel male è lì, a segnare i tempi e spesso i modi, della nostra vita, ma un modo nuovo, sia nella circolazione delle idee che delle notizie, e soprattutto la possibilità per essere parte attiva in questo modo di comunicare.
Credo però che oggi possiamo dire di trovarci dinanzi ad un falso problema. Così come le prime pagine dei quotidiani anticipate la sera sulle varie TV, e poi i quotidiani on web, non hanno decretato la fine dei giornali stampati e venduti su carta, così come gli e.book non hanno decretato la fine dei libri stampati, allo stesso modo, la web tv non decreterà la fine della tv. Almeno non nell'immediato. Sicuramente ne determinerà una modifica, un adeguamento nella costruzione dei palinsesti e sicuramente anche nella struttura stessa dei programmi. Già con i vari canali codificati e a pagamento, assistiamo alla possibilità dello spettatore di partecipare alla costruzione dei palinsesti stessi e la corsa della tv verso quei modi piu' tipicamente del web. Oltre alla competizione tra i vari canali, tra televisione pubblica e privata nell'inseguimento dell'audience, a discapito della qualità, oggi assistiamo ad un altro inseguimento: la rincorsa al web. Anche se credo che non possa essere usato correttamente il verbo "inseguire" in quanto presuppone qualcuno che scappa o che comunque va deciso nella direzione opposta a quella di un'altro. E questo non si puo' certo dire del web, che con una potenzialità nuova, sembra inseguire il già rodato vecchio sistema: la televisione.
Come in un circolo senza soluzione di continuità, l'uno scappa e l'altro insegue…ma poi ad un certo punto non si capisce piu' chi è l'inseguito e chi l'inseguitore. Una "fuga" in circolo dove i due partecipanti sembrano mutuare continuamente, l'uno dall'altro, quello che doveva essere lo specifico dell'uno e dell'altro. Verrebbe da dire un processo di acculturazione in corso verso una forma ibrida, dove però cambiano i termini ma non i contenuti.
Nella bagarre concorrenziale delle varie TV verso l'inseguimento dell'audience, si è assistito, in un tempo nemmeno tanto lungo, ad una caduta a picco della qualità dei palinsesti e dei programmi.
Sarà cosi anche per internet, dove alla parola "audience" si è sostituita la parola "accessi"? Assisteremo ancora a quell'inseguimento senza capire chi è l'inseguito e chi l'inseguitore? O forse ci deve confortare l'idea che nella vastità e nel buio della rete, con la massificazione delle sempre piu' nuove opportunità tecnologiche, da una TELEWEB CONDOMINIO X qualsiasi, possa venir fuori una webTV nuova, nella forma e nei contenuti?
Per il momento pare che la tv ed il web non si intacchino piu' di tanto nella spartizione degli utenti anzi, in quell'inseguimento mutuante l'uno somiglierà sempre piu' all'altro. E spazio pare ci sia per tutti senza che l'uno decreti la fine dell'altro. Per il momento TV e webTV: palla a centro!
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