Editoriale n° 13 - 15 maggio 2002


Il Likud supera le posizioni di Ariel Sharon e pende dalla parte di Benjamin Netanyahu, ovvero: al peggio non c' è mai fine.

di Paolo Mazzotta

Il mondo va a destra. Per motivi differenti da una parte all' altra del Globo, ma va, ahinoi, ahitutti quelli che la pensano come noi, a destra. L' Europa va a destra perchè il centrosinistra, laddove è andato al potere, ha perduto parte della sua identità. Resta da vedere se sono preferibili governi di centrodestra che, per loro natura, hanno come primo obiettivo quello di rendere più lunga la loro vita, a governi di centrosinistra che non intendano strozzare, appena messo piede nella stanza dei bottoni, le voci minoritarie (centriste) della loro coalizione. Ma tant' è. E poichè al peggio non c' è mai fine, spostato a destra il baricentro elettorale del vecchio continente, inizia a far capolino, e neanche tanto timidamente, l' estrema destra. C' è di che preoccuparsi. Ma non è della destra di questa parte del mondo che intendiamo scrivere.
Israele è andato a destra per paura. Paura delle bombe, sicuramente, ma anche di veder rimodellati, e non certo verso l' esterno, i proprio confini. Probabilmente chi in Israele ha votato a destra pensando di porre un freno alle "concessioni territoriali" ai Palestinesi, ha visto giusto. Se Sharon non avesse gli occhi di tutta l' opinione pubblica mondiale (e, soprattutto, quelli dell' "amico americano") puntati addosso, probabilmente non si sarebbe fermato alla Palestina. Ma chi ha votato a destra pensando che un governo "forte" avrebbe eliminato la piaga del terrorismo palestinese ha sbagliato, e drammaticamente, i suoi conti. Sharon non ha combattuto il terrorismo, se l' avesse fatto, con i mezzi d' intelligence e militari di cui dispone,l' avrebbe sicuramente spuntata. Sharon ha tentato e sta tentando di eliminare un popolo. Di cancellare una nazione dalle mappe mondiali.
Ed un popolo che rischia di scomparire, di essere annientato da una forza bellica immensamente superiore alla propria, reagisce. Con i mezzi che ha. Anche con quelli deprecabilissimi del terrorismo. Con il martirio, il proprio e quello di centinaia di vittime civili israeliane innocenti, che noi piangiamo almeno quanto i civili palestinesi innocenti caduti sotto le cannonate dei carri armati di Sharon.
Ma, pur con la durezza della sua politica e l' aggressione dei suoi carrarmati, con l' arroganza di chi vuol stabilire quale sia la leadership politica di un popolo sovrano (o almeno quale non debba essere, ma cambia poco), Sharon non ha mai voluto precludersi del tutto margini futuri di negoziato. Ed ecco che, poichè, ribadiamo, al peggio non c' è mai fine, il suo partito, il Likud che, ricordiamo, ha la maggioranza relativa, supera le sue posizioni ed approva, durante un burrascoso congresso, la mozione più oltranzista dell' ex premier Benjamin Netanyahu: NO ALLO STATO PALESTINESE.
Contro il parere dello stesso premier, il quale avrebbe preferito ottenere questo stesso risultato senza che venisse ufficializzato, il Likud si è impegnato ad opporsi alla nascita di uno Stato Palestinese.
Sharon, anche e soprattutto pensando alle reazioni a stelle e strisce, ha definito il voto dei militanti del suo partito "pericoloso per lo stato di Israele, perché ne complicherà gli sforzi negoziali".
Come si può pensare, ora, di arginare il fenomeno del terrorismo palestinese? Non nasce, spontaneo, il sospetto che quest' ulteriore giro di vite nei confronti delle legittime aspirazioni del popolo di Palestina alla nascita di un proprio stato abbia come scopo quello di buttare benzina sul fuoco del fondamentalismo islamico per poter, piangendo poi ufficialmente i proprio morti, far scendere il gradimento dell' opinione pubblica internazionale nei confronti di Yasser Arafat e di tutta l' OLP?
"Non potrà esserci uno stato palestinese che abbia tutti i diritti di uno stato, non sotto la guida di Arafat né sotto un'altra guida, né oggi, né domani", queste le parole di uno scellerato Netanyahu, al congresso del Likud. Al peggio non c' è mai fine...


Clicca per inviare questo articolo ad un tuo amico segnala questo articolo ad un amico
Clicca per stampare l' articolo stampa  inviaci un commento a questo articolo