di Raffaele Calafiore
Cosa sarà dopo le macerie? Cosa rimarrà di questo "eccidio"
senza testimoni? A Janin, città distrutta, ormai stanno intervenendo
i bulldozer israeliani per seppellire l'immane tragedia consumata senza testimoni,
senza che giornalisti, vari gruppi di pacifisti, osservatori, politici dei
vari paesi, potessero frapporsi tra gli schieramenti o essere testimoni di
quanto realmente accadeva e accade a Janin come in altre citta'.
All'origine dell'attacco e dell'assedio, dopo gli attentati dell'11 settembre,
e dopo gli innumerevoli attacchi suicidi dei Kamikaze che hanno fatto non
poche vittime tra i civili nello stato di Israele, Sharon, col beneplacido
americano e col silenzio assenzo degli altri paesi si è sentito in
dovere ed in diritto di "estirpare" il terrorismo, portando avanti
la sua politica di soluzione finale. I morti ormai sono a centinaia, migliaia...gli
abusi non si contano ed i bulldozer stanno facendo pulizia delle tracce dei
massacri....dei morti!
Mentre la comuniutà internazionale tra timidi tentativi politici di
mediazione, laconici comunicati ufficiali, cosi deboli da non essere sentiti
nemmeno fuori dai palazzi dove vengono sussurrati, risoluzioni ONU mai prese
in considerazione, in palestina o meglio in quello che dovrebbe essere uno
stato sovrano sul proprio territorio si continiua a morire di fame, di sete...di
pallottole e granate. E si continuano a fare macerie che, dopo il passaggio
dei bulldozer, saranno solo e solamente mute macerie.
IN questo quadro provo ad immaginare la crescita di un bambino che poi diviene
ragazzo. In questo clima di paura, sopraffazione, negazione di ogni forma
elementare del diritto che provo ad immaginare la crescita del bambino che
chi sa mai se diverrà adulto. E provo ad immaginare le ragioni dell'odio.
Odio che non puo' non alimentare ancora le file degli aspiranti kamikaze,
assassini secondo bush e sharon, martiri secondo i palestinesi. Comunque persone
che hanno deciso di stroncare la propria vita e quella degli altri, in virtu'
di una idea, una causa, una speranza e forse aggiungerei in virtu' dell'odio.
Se non interverrà la comunità internazionale, partendo proprio
dalle risoluzioni Onu, con posizioni economiche e politiche nette, chiare
e realmente incisive, non credo si riuscirà a porre fine al massacro
e nemmeno all'odio. Solo intaccando vecchi modelli culturali di guerra perenne
ed altrettanto perenne situazione di diritti negati, si potra' arrivare ad
arginare l'odio. Non è con lo sterminio della popolazione che si combatte
il terrorismo. Gli attacchi israeliani produrranno solo e solamente ancora
odio.
Le attuali macerie, come le macerie dell'82 di Sabra e Chatila, per il cui
eccidio ancora nessuno è stato condannato per crimini contro l'umanità,
lasceranno sorgere ancora odio ed il modello culturale di riferimento sarà
e resterà ancora l'essere martire per la propria terra.
Col sopruso, la violenza, lo stermio...le macerie, si sta seppellendo la civiltà
del diritto. Quello che viene permesso a Sharon è sì un problema
di politico, ma è anche un problema di coscienza. E nessuno puo' sentirsi
assolto!
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