di Ciro Riccardo
Che il regno dei cieli è lontano da questa nostra terra è una
verità arcinota e amara. Che vi sono a questo mondo donne e uomini
impegnati nel ridurre tale distanza, diffondendo parole e opere di bene e
di speranza, è un fatto che consola e rincuora. Ognuno deve averlo
già provato, almeno una volta. Pur tra tante miserie e afflizioni la
gioia della speranza si riaccende ad ogni viva, concreta, genuina testimonianza
di fede (religiosa o laica) nella bontà di fondo del genere umano e,
dunque, nella perfettibilità delle sue condizioni reali di esistenza.
Se tutto ciò è vero suona alquanto strana e ingiusta la notizia
dell'ultimatum ricevuto da Don Vitaliano della Sala. È inutile chiamare
"invito" la richiesta che l'abate di Montevergine, Tarcisio Giovanni
Nazzaro, ha inviato al parroco di Sant'Angelo a Scala (Avellino).di rinunciare
"entro quindici giorni all'ufficio di parroco della comunità di
San Giacomo Apostolo, in Sant'Angelo a Scala". In caso contrario sarà
avviata la procedura di rimozione prevista dal diritto canonico. Un invito,
se è tale, non può avere limiti di tempo così perentori
e, soprattutto, può non essere accolto senza che ciò abbia delle
conseguenze. Diciamo pure pane al pane e vino al vino, come qualche libro
ci invita a fare.
Il parroco don Vitaliano è noto perché intende il suo sacerdozio
come un militante della fede: sempre attivamente presente laddove si tratta
di perorare cause giuste e a favore degli umili e degli emarginati. Ha sempre
offerto generosamente il suo appoggio alla causa della pace. Ricordiamo le
sue iniziative contro la guerra nella ex Jugoslavia, la sua risoluta partecipazione
alle marce per la pace. La sua coraggiosa partecipazione alle manifestazioni
contro il G8 a Genova gli ha procurato qualche intimidazione e dato adito
a tentativi di diffamazione sul suo conto.
Ma tutto ciò deve averlo turbato poco. Don Vitaliano è uomo
di profondi principi morali e di grande concretezza. Come dimostra la lettera
aperta che scrisse al segretario di stato della Santa Sede, Angelo Sodano,
quando il Vaticano perorava presso la camera dei lord d'Inghilterra la causa
di Pinochet, invitando il Regno unito a non estradarlo in Spagna. Motivando
la richiesta "sulla base di motivazioni umanitarie e in considerazione
della salvaguardia della stabilità politica e civile del Cile."
Vitaliano della Sala commentò con queste parole l'iniziativa: Gli appelli
umanitari e ogni tentativo praticato per evitare fratture e spaccature nella
vita civile sono sempre giusti in linea di principio. A volte, però,
non sono altrettanto opportuni e finiscono per apparire come prese di posizione
che fanno pericolosamente inclinare dalla parte sbagliata la bilancia della
giustizia e della verità" (vedi "Il Manifesto", 23 febbraio
1999)
La sua partecipazione a numerose battaglie civili e sociali gli hanno fatto
guadagnare considerazione e stima da parte di molti movimenti, cosi come dei
suoi parrocchiani. Eppure il suo abate superiore così motiva l'invito
ad abbandonare la parrocchia in Sant'Angelo a Scala: "Il tuo modo di
agire arreca continuo turbamento alla comunione ecclesiale. E' ormai scontata
la perdita della tua buona considerazione da parte di cristiani onesti e seri".
Davvero strane cose accadono tra il cielo e la terra!
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