Prosegue la rubrica alla ricerca delle ultime novità nel panorama letterario. 'Danzando con i propri demoni' di Giusi Dottini. L'intervista
di Tina Cosmai
13 APRILE 2007
Cari Lettori, pare che ormai i reading di Genovainedita siano conosciuti da molti genovesi, almeno da tutti quei genovesi che amano la letteratura. E sono tanti, in questa città che reca, nelle sue propaggini, la cultura della canzone d'autore e della poesia. Una città che potremmo definire letteraria, ma letteraria nel Dna. Voglio dire che, aldilà delle manifestazioni, dei festival, degli eventi in sé, Genova agisce con quel cromosoma in più che le dona naturalezza nell'esporre/rsi in campo narrativo-poetico. Come sapete Genovainedita è nata per pura passione, dall'incontro di alcuni scrittori e giornalisti: Laura Guglielmi, Massimo Morasso, Marco Fabio Gasperini, Riccardo Grozio ed io, che probabilmente, proprio perché non sono genovese, ho elaborato questa storia dell'inedito letterario in maniera profonda, quasi inconscia, associandola alla mia nuova esistenza qui a Genova.
Dunque, quale idea migliore di dare vita a percorsi letterari sconosciuti, ogni giovedì al primo piano di mentelocale, dove vengono letti inediti di autori noti ed esordienti, insomma, di tutti coloro che amano scrivere bene. Quale idea migliore di aprire una rubrica omonima che raccolga testimonianze di scrittori, editori, curatori che hanno contattato l'universo dell'inedito letterario. Nasce un nuovo spazio settimanale per Genovainedita, su questa ricchissima rivista online, per conoscere tutte quelle esperienze, testimonianze, che ruotano attorno ad un testo mai pubblicato.
Tina Cosmai

Per info
genovainedita@libero.it
http://www.genovainedita.it/
Giusi Dottini è una rivelazione. Una scrittrice nata nell'universo del web che sceglie di scrivere una storia raccogliendo racconti da una chat. L'incontro virtuale con un uomo bisessuale che le narra dei suoi amori, delle sue avventure omosessuali, libera in Giusi la sua ancestrale perversione, come lei stessa afferma, del piacere/tabù di scoprire la dimensione erotica al maschile.
E così, nella sua fantasia appare Alberto, un giovane milanese di buona famiglia in ferma volontaria a Viterbo. Nel torbido ambiente militare conosce l'amore: Emanuele, un giovane dolce, bello, accogliente, ma anche la sessualità feroce, violenta, cinica, tra uomini. Danzando con i propri demoni è il suo primo romanzo, forte, disinibito, ma con un'anima antica, come se fosse un libro d'altri tempi che conserva però la propria modernità nella suggestione cinematografica: Brokeback Mountain di Ang Lee (2005) diviene il motivo ispiratore del suo narrare.

Quando e come sei nata come scrittrice?
«Ho iniziato a scrivere con la fantasia. Mi spiego meglio: a nove anni, più o meno, tiravo un pallone alla parete e chiacchierando, inventavo dialoghi tra personaggi frutto della mia immaginazione. In un certo senso è come scrivere, no? Le mie erano vere e proprie storie simili a dance days. Da grandicella, intorno ai tredici anni, ho iniziato a mettere il tutto nero su bianco».

Cosa hai scritto le prime volte che ti cimentavi con la scrittura?
«Principalmente storie d'amore, di come avrei voluto che fosse un amore. Altre semplicemente per sfogarmi quando qualcosa andava storto ma, soprattutto, attraverso la scrittura affrontavo i demoni che avevo dentro di me».

Che tipo di scrittrice pensi di essere?
«È complicatissimo definirsi, prediligo affrontare le zone d'ombra sia riguardo alle emozioni ma anche al resto, cosa non semplicissima a dire il vero. Dunque potrei definirmi una scrittrice temeraria».

All'inizio di una storia, scrivi per te o per pubblicare?
«In realtà non pensavo che sarei arrivata a pubblicare! Mi sembrava un mondo destinato a pochi eletti. Ho sempre scritto per il piacere di scrivere ma, soprattutto, perché raramente trovavo in libreria quello che avrei voluto leggere. Così un bel giorno mi sono detta: Giusi, se gli altri non scrivono quello che ti piace veramente, fatti una bella storia da sola. E siccome la fantasia non mi manca, da quel momento mi sono data da fare. Ma, ripeto, mentre pigiavo la tastiera, mai e poi mai avrei pensato sul serio che qualcuno, all'infuori di una cerchia ristretta, avrebbe letto quello che stavo digitando».

Come è nato Danzando con i propri demoni?
«È stato sempre dentro di me. In un posticino speciale. Ma ad ispirarmi riguardo il protagonista, Alberto, è stato soprattutto l'incontro, avvenuto in chat, con un ragazzo bisessuale. Chiacchierare virtualmente con lui mi ha aperto la mente. La cosa strabiliante è che attraverso la chat, Giusi non c'era più. La madre e la moglie erano da un'altra parte. Potevo essere chiunque. Infatti è stato fingendomi maschio che ho conosciuto Samu. Dopo tante ore passate in chat questo rapporto virtuale ha raggiunto un grado di confidenza estrema. E una codipendenza deleteria per la vita reale di entrambi. Ma, a parte questa piccola ispirazione, il resto è tutta fantasia.

Non la definirei tanto piccola questa ispirazione. In fondo il romanzo nasce da questo incontro virtuale. Ma qual è la vera origine di questo interesse per l'amore omosessuale maschile?
«Da anni convivo con questa perversione, di cui credevo essere l'unica a soffrirne al mondo. Qualche tempo fa, nuovi spiragli inaspettati mi si sono aperti. Ancora in pochi purtroppo sanno, che sul web si trovano centinaia di siti, archivi, fandom ispirati ad ogni genere di serie televisiva, ma anche film, attori, cantanti o personaggi originali come i miei. Un esercito di autori/lettori in stragrande maggioranza di sesso femminile. I protagonisti di questi romanzi sono maschi eterosessuali. Cosa succede a questi uomini? S'innamorano tra loro! Si tratta di un fenomeno narrativo e di costume che, attraverso internet, ha raggiunto dimensioni esplosive. Con Danzando con i propri demoni, sono la prima autrice in Italia ad aver narrato questo scottante e attuale tema denominato slash. Con modestia, mi definisco una novella Annie Proulx l'autrice che ha creato Ennis e Jack de I segreti di Brokeback Mountain, divenuto fenomeno di costume prima che film. Ecco perché tante donne si sono spinte al cinema come in libreria per sbirciare dal buco della serratura questi bellissimi cowboy così lontani dall'idea del gay tradizionale, maschi e mariti e padri. Ma, soprattutto, amanti appassionati tra loro. E si sono commosse. Hanno pianto perché l'amore tra uomini a queste donne - e io sono una di loro - piace non soltanto dal punto di vista della curiosità erotica ma anche da quello sentimentale. Se al maschio piace vedere due donne eccitarsi, viceversa alle donne piace l'intrigo, la passione, il sentimentalismo maschile. E difatti, I segreti di Brokeback Mountain è frutto della mente di due donne, la Proulx, ideatrice del romanzo, e Diana Ossana autrice della sceneggiatura del film.

Sì ma, cosa ti attrae dell'amore omosessuale?
«È difficile dire perché m'intrighi tanto l'amore omosessuale. Ma non è solo l'aspetto della sessualità, anche se in Danzando con i propri demoni l'erotismo è il cuore pulsante del romanzo. Quello che amo tra uomini è, soprattutto, la tenerezza, la lealtà. Sarà pure retorico ricordarlo, ma gli uomini tra di loro sono più solidali rispetto alle donne. Anche se difficilmente esprimono i loro sentimenti se non attraverso la violenza e la sfida. Rompere questa barriera, questo tabù, mi fa vibrare dal profondo. Forse è pure un modo per me, donna, di avvicinarmi a questo mondo fatto di cameratismo. Un modo per spiarli ma anche per capirli. L'omosessualizzazione, mi si passi il termine, è un modo per sentirli più vicini. O meno distanti».

Pensi che la scrittura sia sempre e comunque autobiografica, cioè come diceva Flaubert: Madame Bovary sono io?
«Ammetto che un minimo di autobiografia c'è in quanto, anche involontariamente, si trasmettono le caratteristiche che conosciamo meglio, ai nostri personaggi. Ma non è detto che muoversi in ambiti che ci riguardano da vicino sia più semplice. Potrà sembrare assurdo, ma nel mio caso è stato più facile argomentare le vicende di un adolescente gay pur essendo io donna eterosessuale, e uscita dall'età puberale già da qualche anno. Per ora, almeno, non credo che riuscirei ad affrontare una storia che tratti di donne simili a me, vale a dire: eterosessuali, madri di famiglia e via discorrendo».

Hai un inedito? Cioè stai scrivendo qualcosa?
«Sì, ho da qualche mese concluso un nuovo lavoro che amerei pubblicare. Il suo titolo è L'uomo nell'ombra. Si tratta di un romanzo che non definirei a tematica gay pur raccontando, con assoluta naturalezza, una storia d'amore tra uomini e, malgrado questo, non nominando mai il termine gay o omosessualità. Forse assomiglia di più ad un giallo, ad un noir, poiché fin da subito ci s'immerge in appostamenti, indagini, squadre antidroga e quant'altro. E due dei quattro protagonisti sono poliziotti. Tutto questo in una Los Angeles insanguinata dalla guerriglia urbana tra gang. Ma è più che altro una scusa per dare a queste storie d'amore legate a filo doppio, un'atmosfera che cozza paurosamente con la connotazione romantica del testo. Per ora non aggiungo altro e incrocio le dita, naturalmente!».
 
Nella foto: La copertina di Danzando con i propri demoni di Giusi Dottini