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FATTI
28 agosto 1997: il SUNIA denuncia: l’evasione fiscale sui contratti d’affitto ammonta a 15.000 miliardi, il 50% dei contratti non viene registrato, soprattutto nelle grandi città come Roma e Milano; il fenomeno interessa quasi cinque milioni di famiglie italiane. Nel 47,9% dei casi denunciati dagli stessi inquilini non esiste copia del contratto, nel 39,9% il contratto non viene registrato e nei casi rimanenti l’alloggio figura quale foresteria.
29 agosto 1997: l’ex amministratore delle Ferrovie Lorenzo Necci, dopo un interrogatorio di sette ore alla Procura di Perugia, chiede di essere ascoltato anche a Roma per l’inchiesta sull’alta velocità. Necci dichiara alla radio di essere stato per anni al centro d’interessi enormi, che hanno provocato diverse morti, ma se lui dovesse morire, non si tratterebbe certo di suicidio: la disponibilità a collaborare con la magistratura gli avrebbe procurato le prime minacce.
30 agosto 1998: i cantieri per riparare i danni del terremoto sono fermi a Foligno e in tutta l’Umbria. Nella sola Foligno, i progetti ammessi ai finanziamenti sono 1264, altri 300 sono in istruttoria. Dieci i lavori iniziati, ma le imprese abilitate sono soltanto 875 nell’intera regione: si prospettano ritardi di anni, oppure l’arrivo di imprese da altre parti d’Italia.
31 agosto 1997: a Venezia, la Lega brucia un fantoccio a tre teste con i simboli della CGIL-CISL-UIL, insieme ad alcune tessere sindacali delle tre organizzazioni, per annunciare la costituzione del sindacato padano “SINPA”. I leader sindacali confederali fanno rilevare la rottura delle regole democratiche e delle libertà di confronto e d’opinione da parte della Lega, che segue metodi basati sulla intolleranza.
01 settembre 1999: tragedia di Ustica: il giudice Rosario Priore ha depositato l'ordinanza di rinvio a giudizio per dieci generali, quattro dei quali accusati di alto tradimento. Per diciannove anni avrebbero sviato ed insabbiato le indagini sulla tragedia del DC-9 Itavia, decollato da Bologna e precipitato, il 27 giugno 1980, sui cieli di Ustica. Per il giudice Priore l’aereo fu abbattuto durante una battaglia aerea fra Mig libici e caccia americani e francesi.
02 settembre 1987: un traffico di armi e mine verso il Medio Oriente viene scoperto con il blocco della motonave Boustany I nel porto di Bari. Durante le indagini saranno arrestati i dirigenti della società Valsella Meccanotecnica, del gruppo FIA.
03 settembre 1987: la nave italiana Jolly Rubino è assaltata da una motovedetta iraniana nel Golfo Persico. Il giorno seguente il governo prenderà la decisione di inviare nel golfo una flotta di navi da guerra.
PARLIAMONE
CONOSCIAMO L’ITALIA: ALTAVILLA IRPINA
Altavilla Irpina, in provincia di Avellino, è una cittadina di origine Normanna e nel Dodicesimo secolo tutta la zona divenne feudo di Luigi di Capua che scelse il nome della città in ricordo Hauteville di Normandia, mentre Irpina è identificativo della zona e deriva dal termine italico “hirpus”
Dista sedici chilometri dal capoluogo Avellino, e diciassette da Benevento; confina con Arpaise (dove nacque mia madre), Chianche, Petruro Irpino, Tufo, Prata di Grottolella, Sant'angelo a Scala e Pietrastornina.
Per raggiungerla da Avellino bisogna percorrere per quindici chilometri, la SS 88 e dopo venti, venticinque minuti si è ad Altavilla Irpina; mentre da Benevento si percorre la medesima statale ma per sedici chilometri.
Ricordo che partivamo da Paduli alle 23,00 con la carrozzella per essere alla Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta costruita sopra un’antica chiesa del Dodicesimo secolo, a forma di croce latina, con quattro ordini di pilastri ed una grande cupola centrale. Questa chiesa, durante l’anno è meta di schiere di devoti che si recano presso il santuario dove è venerato il Beato Alberico Crescitelli di Altavilla e dove è custodito il Corpo di San Pellegrino, martire del Secondo secolo; si partiva di notte per trovare un posto molto vicino all’altare maggiore sotto la nicchia che conserva le reliquie di San Pellegrino, perché da molte parti d’Italia giungono sul luogo il 24 agosto e il miracolo del Santo si manifesta solo la mattina del 25 agosto.
Il Santo, è seduto appoggiato con la mano sotto la guancia destra; in direzione del volto c’è una ciotola d’oro dove, quando avviene il miracolo vi scende il sangue che trasuda dal volto e dopo avvenuto il miracolo, come per incanto il sangue, che prima riempiva la ciotola si dissolve in vapore. Quando lo vidi la prima volta era il 25 agosto 1938 e mi sono portato dentro la meraviglia di questo mistero della Fede.
L’anno successivo la chiesa era affollatissima e fummo in grado di ascoltare la messa, stando attenti ai sussurri che pervenivano da chi stava più vicino al Corpo del Santo: silenzio assoluto eccetto la voce potente del sacerdote che officiava (allora non esistevano microfoni). Un uomo che s’infilò accanto a noi disse che un signore che si era nascosto dietro la chiesa per orinare, sembra che abbia detto: “San Pellegrì, i fessi sentono a messa e aspettano, io te piscio ‘nfaccia”; non aveva finito la frase che rotolò lungo il costone roccioso sul cui picco sorge la chiesa. Accanto all’acquasantiera dove mia zia mi teneva in braccio, improvvisamente un ragazzo, appoggiato sulle grucce, cadde intontito sulla spalla di mia zia, quando rinvenne cominciò a camminare senza grucce, a passo svelto verso l’altare maggiore.
Non sono riuscito più ad andarci, prima la guerra, poi la necessità di imparare un mestiere, vi ringrazio con tutto l’amore che posso, perché oggi, per il bene che vi voglio, ci sono ritornato con voi.
Il centro storico, meravigliosamente caratteristico denota lo stile del tempo, risale all’Undicesimo secolo e la campagna è rimasta di epoca medievale, con i suoi antichi casolari, zone con presenza di fossili, acque sulfuree e saline, depositi di tufo vulcanico e pozzolane, la zona è stata dichiarata area archeologica. Questo è il luogo che, senza dubbio, offre le suggestioni più gradevoli ed interessanti. Si è sviluppato intorno all'antico Castrum, circondato in passato da mura e torri, l’abitato presenta ancora oggi il suo modello medievale, con porte e viuzze strette rimaste come si modellarono sulla orografia del terreno, con case costruite su uno o due piani sulle cui facciate non mancano piccole edicole votive, segno di una religiosità popolare sempre viva.
Da vedere il Palazzo Comitale considerato l’esempio più bello del Rinascimento campano. La costruzione fu iniziata dal feudatario Andrea De Capua in occasione del suo matrimonio con Costanza di Chiaromonte (ex regina e moglie ripudiata del re Ladislao D’Angiò Durazzo) ed ebbe termine nella seconda metà del Cinquecento, imponente nel suo aspetto non di castello ma di un superbo maniero; ora in fase di restauro che prevede attività connesse all'università di Benevento.
I benefici economici di Altavilla Irpina vengono anche da un giacimento di zolfo scoperto nel 1866 da Federico Capone, personaggio eclettico e deputato di fede repubblicana. Le miniere giacciono sulla riva destra del fiume Sabato.
Dell'antico impianto restano dei capannoni, delle turbine della centrale idroelettrica.
Ecco il motivo per cui una visita allo stabilimento offre spunti di interesse soprattutto per il fatto che le miniere di zolfo di Altavilla Irpina, insieme con quelle di Tufo, rappresentano, per l'Irpinia, uno degli esempi importanti di archeologia industriale.
LA POESIA DELLA SETTIMANA
«PRIMO PENSIERO»
di Tania Vlasov
Tania Vlasov, è nata a Losanna da padre russo e madre greca; è cresciuta in Argentina. Afferma che le origini slave hanno sviluppato l’animo malinconico e riflessivo. Da oltre trent’anni vive a Milano,che considera la sua patria. E’ divorziata, ha due splendide figlie che sono la sua gioia. Ha amato scrivere i suoi pensieri, le riflessioni, sin da piccola; cose che ha custodito gelosamente, per anni; pensando che non potessero interessare, fino al giorno in cui è approdata in Internet ed ha scoperto tante belle poesie, dicendosi che forse… chissà anche le sue avrebbero potuto parlare a qualcuno. La sua vita è una continua ricerca del mondo interiore e della conoscenza del prossimo. Adora la natura, la filosofia, la musica e la lettura che parla al "cuore" ed alla "mente". L’intimismo nella poesia sembrava scomparso con i poeti della penultima leva e invece lo ritroviamo e anche splendidamente espresso in questa «Primo pensiero» di Tania Vlasov.
Nella sua poesia tutto pare portato da un'onda unica di suoni: la sinfonia lirica dell'anima del Poeta. La musica dell'anima, non quella sola dei ritmi, delle parole, degli accenti del verso, che ora si spezza, o si restringe, o sussulta, o si espande; quell'arcana, infinita, dolcissima melodia, che erra col vago e indefinito sentimento che brucia lo spirito e accarezza, culla il sogno, che sorge, tra il fluttuare e trascorrere delle armonie più intime.
Nessuno potrà dire la commozione del poeta, quando la forza divina, la vibrazione musicale tutta interiore, intensissima, ha destato onde tumultuanti nell'anima e le impressioni non ancora esprimibili.
Il fascino musicale che si sente è già possente nei primi tre versi che fanno languire la nostalgia della fanciullezza, quando ancora non avrebbe mai immaginato di vivere come un uccello ferito la sua «grande passione», che le suggerivano immagini, fuggenti la parola, ogni concreta espressione. Appunto perché la musica non imita e non esprime che lo stesso sentimento in persona e sembra rivelare altri mondi migliori, altri misteri d'ignorati Campi Elisi, l'arte da lei preferita.
PRIMO PENSIERO
di Tania Vlasov
Non cosi avrei voluto vivere
da uccello ferito
In cima al molo
questo pensavo,
invidiando ai gabbiani
la danza sfacciata
nell'aria e nell'acqua.
Non cosi pensavo di vivere:
misurando il tempo
nella vita degli altri
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