11/03/2006 FATTI E POESIA a cura di

Reno  Bromuro

FATTI E POESIA
13 marzo 1911: Socialisti e Radicali sollecitano con due mozioni alla Camera le conclusioni della commissione parlamentare nominata in febbraio per esaminare il progetto di riforma elettorale. Lo scopo è di accelerare la crisi del governo, e nel dibattito che seguirà Giovanni Giolitti farà capire la sua propensione all' introduzione del suffragio universale maschile, indebolendo ulteriormente la posizione di Luzzatti.
14 marzo 1909: il ministro della malavita, il celebre opuscolo scritto da Gaetano Salvemini contro il sistema politico giolittiano, è pubblicato sull'Avanti e sarà stampato nel corso dell'anno nelle edizioni della Voce, di cui Salvemini è collaboratore. Giolitti è accusato di favorire la miseria e la diffusa corruzione del Mezzogiorno e di essersi procurato il voto dei deputati meridionali mettendo "nelle elezioni, al loro servizio la malavita e la questura".
15 marzo 1885: gli anarchici riuniti a Forlì costituiscono la branca italiana dell'Associazione internazionale dei lavoratori. Gli aderenti, provenienti da più parti d'Italia, s’impegnano a lavorare nelle organizzazioni operaie per sottrarle all'indirizzo "legalitario" del Partito socialista rivoluzionario di Andrea Costa e per orientare in senso insurrezionale gli scioperi.
16 marzo 1905:Tommaso Tittoni assume l'interim della presidenza del consiglio, avvia un dibattito alla Camera che porterà nuovamente alla designazione di Fortis
17 marzo 1885: le interpellanze sulle vicende coloniali, provenienti da diversi settori parlamentari, mettono in difficoltà il ministro degli esteri Mancini. Gli attacchi a Mancini per la scarsa chiarezza sulle prospettive dell'occupazione italiana in Africa si rinnoveranno nei mesi successivi. A maggio Marco Minghetti gli rimprovererà di aver generato molte illusioni e polemiche sulla portata dell'impresa, dimostratasi poi poco vantaggiosa per l'Italia.
18 marzo 1884: Il Comune è sequestrato a Ravenna: il giornale aveva dedicato un numero alla Comune di Parigi e aveva pubblicato il ritratto di Amilcare Cipriani, l'esponente socialista incarcerato nel 1882 con l'accusa di omicidio.
19 marzo 1916: il governo ottiene la fiducia della Camera, con 394 voti favorevoli e 61 contrari (tra cui quelli dei socialisti e dei nazionalisti). Si conclude così il dibattito parlamentare avviato nei giorni precedenti dagli interventisti di sinistra, che avevano tentato di mettere in crisi il governo allo scopo di ottenere la formazione di un ministero di unione nazionale e quindi con una base più larga dell'attuale. Il voto di fiducia è il risultato del mutamento di rotta di Leonida Bissolati, che, pur avendo guidato l'azione contro Salandra, ora offre l'appoggio al governo nell'intento di prendere le distanze dai nazionalisti, anch'essi critici nei confronti di Salandra.
PARLIAMONE
ITALIA DA CONOSCERE
Floridia è una cittadina dove negli anni Settanta, Ottanta la cultura è fiorita come la primavera; dista duecentotto chilometri da Agrigento, centottantadue da Caltanissetta, sessantasette da Catania e nove da Siracusa. Una cittadina linda come un giorno di sole, dove i suoi settecentottantacinque abitanti per chilometro quadrato, fanno a gara per mantenerla nello splendore solare. Floridia sorge in una zona pianeggiante, a circa centonove metri sopra il livello del mare.
Il nome Floridia sembra derivi da quello dei suoi fondatori, i duchi di Floridia Flavia Bonaiuto e Lucio Bonanno Colonna, che lo crearono nel 1628.
Divenuta comune autonomo nel 1815 ha avuto diversi edifici danneggiati dal terremoto del 1908, oggi ricostruiti.
Particolarmente interessanti dal punto di vista architettonico sono la Chiesa Madre, edificata nel 1700, ma completata nel 1800, quella dedicata alla Madonna delle Grazie, detta anche del Madonna Giardino, fondata nel 1720 dagli Spagnoli e la chiesa di Sant’Anna eretta nel 1700.
Floridia è nota anche per il suo vino, di unica bontà e per la sua alta gradazione alcolica, tanto che esiste un detto che ammonisce a berne poco: "Amicu ti sugnu, ma Sciurdianu mi chiamu!", cioè "Amico ti sono, ma Floridiano mi chiamo!" poiché gli abitanti di Floridia in dialetto sono chiamati Sciurdiani.
Il territorio sul quale sorge Floridia, fondata con licentia populandi del 31 marzo 1627, accoglie preesistente al paese la Chiesa Madrice. Il tempio, dedicato alla Madonna della Provvidenza, rappresenta per gli abitanti della giovane città il luogo di riunione sociale e il cardine dell'attività amministrativa.
Oggi quel santuario non esiste più, al suo posto sovrasta il paese la nuova Chiesa Madre che si erge nel centro storico. La chiesa, costruita a croce latina, vede la sua navata centrale prolungarsi fino all'altare e chiudersi nell'abside. Le due navate laterali, protette da volte, s’intersecano in un organismo architettonico posto trasversalmente. Due file di pilastri, nell’imponente stile dorico, sostengono un piano sopraelevato che imposta le volte di copertura.
Il prospetto del tempio è caratterizzato da tre ordini architettonici: il primo è limitato da due ale laterali; il secondo è stato realizzato in parte, mancano, infatti, le due nicchie previste dal progetto originale; il terzo non è stato mai portato a termine. Completano la costruzione due piccole guglie ornamentali che terminano in altezza la chiesa e un orologio inserito in un’elegante struttura cubica. Un teatrino di stile modernissimo che raccoglieva seicento posti a sedere, tenne a battesimo nel 1974 la sontuosa premiazione del concorso di Poesia “Il Verso d’Oro” e la prima conferenza contro il «Racket dell’Arte» organizzato dall’A.I.A. “Poesie della Vita” promosso dal Circolo Culturale C.O.P.L.E.C.A. diretto da Luigino Failla.
LA POESIA DELLA SETTIMANA
«E M’INEBRIO D’ARMONIA»
di Eleonora Ruffo Giordani
Eleonora Ruffo Giordani è nata sotto il segno dell’Ariete ed ha di questo segno tutte le caratteriste; però è bello leggerla, perché i suoi versi si aprono sull’infinito, dove è il vento che gira le pagine. E lei nonostante il grigiore del mondo: spera, vive, canta e trasfigura la realtà della vita in scintillante poesia, avvolta nel più caldo sole che lo spirito possa desiderare.
In questa lirica «E m’inebrio d’armonia» Eleonora Ruffo Giordani non incanta solo per il ritmo, ma come Nicolas Poussin imprime sulla carta con pennellate di parole il paesaggio concepito dalla fantasia per far penetrare il messaggio nell'anima e avvolgerla in un alone di serenità e di pace.
Il significato essenziale della lirica apre le porte della mente, per purificarla da tutte le preoccupazioni che il vivere attuale comporta, e prepararla all’accoglienza delle immagini successive, con una ricchezza di simboli particolari.
Nel terzo millennio e particolarmente negli ultimi decenni, c’è stato un decadimento spaventoso, un eclatante interesse per la poesia, ma la vera Poesia quanti la riconoscono, la capiscono e l’apprezzano, se anche la scuola invece di sviluppare la memoria dei ragazzi la ottundisce, non permettendo loro di imparare a memoria le poesie di chi ha fatto la storia della letteratura italiana?
Il compito del Poeta è quello di smascherare le vanità che possono albergare nell'animo umano, seguendo la via della riflessione, e del sentimento che è interpretato da ciascuno a modo suo, lontano da qualsiasi realtà e da qualsiasi coscienza del vivere.
La riflessione s’insinua acuta e sottile dappertutto disfacendo ogni immagine del sentimento, ogni finzione ideale, ogni apparenza della realtà, ogni illusione. Tutti i fenomeni, sono illusori e la ragione ci sfugge, inesplicabile. Manca alla nostra conoscenza del mondo e di noi stessi quel valore obiettivo che comunemente presumiamo di attribuirle.
Ma Eleonora in questa nuova visione della realtà verifica lo scontro tra l'illusione e la riflessione, che scompone le costruzioni lasciando gli effetti nei differenti approcci con la realtà.
... E M’INEBRIO D’ARMONIA
di Eleonora Ruffo Giordani
E’ sera!
Osservo dal mio balcone
una donna passeggiare lungo il viale con il suo cane.
I lampioni accesi
sotto il cielo di giugno
rendono suggestivo il paesaggio serale.
Le saracinesche dei negozi sono chiuse
tutto acquista nostalgico e romantico sapore.

Un profumo di attesa
si espande nell’aria.
Fedeli propositi
si elevano dall’anima
che accoglie
sogni e speranze perduti e assopiti
di tempi prodighi
quando era acqua.

Lo spirito affranto
abbraccia il minuscolo muscolo
che batte impazzito
perché profonde emozioni
invadono i sensi
e la luce illumina i pensieri.

La mente percepisce
comprende
si inginocchia umile
all’Essenza Amore
Vita che produce vita dentro l’anima.

I segni che sembravano intraducibili
ora l’intelligenza del cuore
ricomincia ad interpretarli.

Una voce mi distrae
chiama il mio nome
attenzione la mia curiosità.

Mi sporgo dal balcone
per capire e vedere.
Sorpresa sorrido
è un mio vecchio compagno di scuola
che mi saluta con fare gioioso
mi chiede in fretta e in fretta rispondo
ridiamo divertiti
perché nonostante il tempo sia passato
noi siamo rimasti uguali
nell’entusiasmo di bambini.

La donna col cane non la vedo più
e mentre la musica si diffonde nella mia stanza
affacciata dal mio balcone mi inebrio d’armonia
nella mia nostalgia.
Lirica di grande spessore poetico, la ricchezza giocosa delle metafore la rendono gradevole ché il lettore in esse può anche scorgere un pizzico di ambiguità. Di concezione moderna post brechtiana, va oltre il significato della ballata di Brecht.