06/08/2005 FATTI E POESIA a cura di

Reno   Bromuro

FATTI
08 agosto 2003: Lorenzo Bignamini, uno psichiatra di quarantadue anni, attraversa il centro milanese in bicicletta per tornare a casa, dopo il lavoro. Un ex collega, Arturo Geoffroy, malato di schizofrenia e da lui curato anni addietro, gli tende un agguato e lo uccide. L'uomo fugge. Sarà arrestato qualche giorno dopo sulla spiaggia di Camogli in Liguria.
09 agosto 2001: al Tribunale di Venezia, durante la notte, esplode una bomba contenente cinque chili d’esplosivo ad alto potenziale, poche ore prima dell'arrivo in città del premier Silvio Berlusconi. Gli inquirenti non hanno dubbi: è un attentato. L'ordigno sarà rivendicato poco dopo da oltre venti organizzazioni terroristiche, tra cui i Nuclei Territoriali Antimperialisti. E’ incaricato delle indagini il giudice Felice Casson. Due alpini italiani di stanza nel contingente italiano in Kosovo: Giuseppe Fioretti e Dino Paolo Nigro, muoiono cadendo da un elicottero in fase d’atterraggio. La magistratura apre un'inchiesta per omicidio colposo.
10 agosto 1998: il Viminale conferma: scaduti i trenta giorni dall’arrivo in Italia, ai clandestini non ancora rimpatriati sarà consegnato il foglio di via, che consentirà loro di restare nel nostro Paese per altri quindici giorni. Non è prevedibile una proroga dei termini: è pronto un piano per chi non rispetta il decreto d’espulsione. Protestano Lega e Alleanza nazionale per quanto fatto dalla polizia per arginare il fenomeno. L’UDR chiede una riforma dell’attuale legge.
11 agosto 1999: milioni di persone hanno guardato l’ultima eclisse totale del millennio. In Italia è stata solo parziale, ma il fenomeno è stato visibile al novantacinque per cento in Alto Adige. Durante l’eclisse, l’Istituto lucchese per la ricerca astronomica ha annunciato la scoperta di un asteroide.
12 agosto 2003: la lunga estate del 2003 sembra non finire mai. L'afa e il caldo straordinari uccidono, soprattutto gli anziani. Nelle città italiane, così come nel resto d'Europa, la situazione climatica mette in luce i problemi legati alla solitudine e al malfunzionamento sanitario. È polemica tra il ministro della Sanità Girolamo Sirchia e i sindaci cittadini. Intanto il fuoco distrugge i boschi in molte parti d'Italia: gli incendi registrano, rispetto l’anno scorso, un aumento del novantuno e due per cento.
13 agosto 2004: è siglato l'accordo preliminare che porterà la Piaggio di Roberto Colaninno all'acquisizione del cento per cento di Aprilia. Per il nuovo gruppo è previsto un aumento di capitale di cinquanta milioni e la conversione di centodieci milioni di crediti. Il nuovo gruppo sarà leader nella UE con un fatturato di uno virgola cinque miliardi di euro.
14 agosto 1998: secondo i primi risultati ottenuti dagli inquirenti dopo le perquisizioni nell’ufficio e nell’abitazione del magistrato suicida Luigi Lombardini, emergerebbe una sua gestione parallela e segreta dei sequestri di persona, in contrasto con quella ufficiale dello Stato. Da alcune agende risultano i pagamenti effettivi e i nomi dei beneficiari: non pare vi fossero vantaggi economici per Lombardini. Intanto l’imprenditore Nicola Grauso rivela di aver pagato l’ultima rata di milleduecentocinquanta milioni per il riscatto di Silvia Melis, la cui liberazione è costata duemilaseicentocinquanta milioni. Due giorni dopo, il ministro dell’interno Giorgio Napolitano ammette che per il sequestro di Silvia Melis è stato sì pagato un riscatto, ma non autorizzato dai giudici, mentre l’imprenditore Nicola Grauso dichiara che a un certo punto erano in corso tre trattative per liberare Silvia: quella segreta del giudice Lombardini, che conosceva uno dei rapitori, quella ufficiale dello Stato e la sua personale.
PARLIAMONE
GIULIANA VALCI DALLA POESIA ALLA CANZONE E ALL’ASTROLOGIA
L'IMMAGINE NELL'ARTE POETICA
Ho sempre asserito che la poesia è vita e... indubbiamente lo è perché rimane sempre nell'incalcolabile gioco della vita. Dalla critica attuale è stato osservato che la poetica ha stretto con la realtà e gli oggetti un rapporto isolato che ha modificato le relazioni intercommittenti tra questi e i creatovi e ha funzionato come metodo del soggettivismo romantico. Infatti, Silvio Guarnieri in «Condizioni della letteratura» (Editori Riuniti, Roma 1975, pagg. 18/23), afferma che la poesia del Novecento tende ad un incontro assoluto con le cose, a captare qualche cosa che non si possiede.
Prima di affrontare l'argomento della problematica poetica di Giuliana Valci vorrei ricordare alcuni atteggiamenti in cui si nota come il desiderio di fare poesia ponga fine all'inganno come rappresentazione del mondo in un connubio tra ragione-fantasia, oggettività-soggettività e intuizione.
L'elemento distintivo nella pratica di Giuliana Valci e la precisa denominazione e la nitidezza senza sotterfugi, né approssimazioni, né perifrasi per quello che è.
La circolarità del discorso poetico non manca d'incidere la dinamica dell'immagine della parola, unico mezzo espressivo; la parola che concatena un processo di volontà-creatrice consapevole e l'inconscio col lanciare e disporre il traliccio ideale che poi sottopone in versi. Infatti, nella poesia di Giuliana Valci, l'immagine viene sviluppando progressivamente alcune delle sue potenzialità. Di fronte a questa rete figurativa si svolge sul piano stilistico un gioco di rimandi, di riscontri e di richiami distribuiti di qua e di là dal gran motivo centrale; parallelismi, tesi ad assicurare la salda cerchiatura dei vari pezzi del congegno poetico.
Afferma Pound: «Un'immagine che presenta un complesso intellettuale emotivo in un istante di tempo, è la presentazione istantanea di un tale complesso che da il senso di improvvisa liberazione; quel senso di liberazione dai limiti di tempo e di spazio, quel senso di improvvisa crescita che proviamo in presenza delle maggiori opere d'arte». E al Poeta Valci non è venuto meno il tempo di questa presentazione istantanea del suo «IO»; ed è proprio questo il motivo dominante intorno al quale gravita e la lirica e la carica immaginistica della Poesia di Giuliana Valci, cui nel concetto di tempo sfrutta poeticamente e questo costituisce una delle basi del suo lirismo. Ella sa che un lirico può ridurre quasi a zero la sua materia, come afferma Montale: «basta un brivido d'amore»
L'amore vissuto diventa straziante perché in esso vi è il bisogno di rivivere la propria esistenza. Perché i ricordi sono stati ormai impressi sulla pagina, che resiste al tempo. per mancanza di spazio.
All'inizio ho detto che la poetica contemporanea ha, stretto un accordo tra la realtà e le cose. Ovviamente è sottinteso che nelle cose si vuole, anche attraverso contraddizioni evidenti, far trasparire la verità; perché il linguaggio poetico ha una particolare relazione con la verità. Ed è proprio per fortificare questa verità che la poesia (essendo l'Arte il regno delle forme) non deve dissolvere l'essenza della forma.
L'Uomo, l'Artista in particolare, agisce e opera in un ambiente di libertà. Il solo condizionamento, la sola determinazione gli è data dalla sua condizione di uomo e basta.Tutto il resto: l'ambiente in cui si è formato, il luogo, la casa, interessi, malattie, accadimenti imprevisti possono essere come sono, nel senso di ostacoli, di incidenti che esaltano le facoltà creative per liberare più pienamente la fantasia, la sensibilità; l'opera sua di creativo.
Nel nostro tempo in cui la barbarie umana rasenta, l’impossibile e l'avanzare della scienza fisica sembra abbia dissociato l'arte dalla vita, c’è ancora qualche artista che nel campo della poesia, cammina parallelamente tra progresso scientifico e sviluppo delle arti, però opera isolatamente.
Da qui la crisi della fantasia. Proprio perché la fantasia e l'immaginazione sono correnti che zampillano e si sviluppano nella misura che coinvolgono tutte le facoltà dell'uomo simultaneamente, armonicamente. E da quando gli artisti hanno cominciato ad operare ognuno indipendentemente dall'altro, il prodotto artistico è risultato abnorme: porta il segno evidente di una prevaricazione, o delle facoltà dialettiche. Per questo abbondano voci isolate: tutti scrivono di poesia, di teatro, di saggistica; tutti dipingono e fanno fotografia (quest'ultima poi vorrebbe essere un realismo che pretende di essere documento sintomatico), dando alla contemporaneità un prodotto occasionale e capriccioso, senza alcun legame preordinato con niente, né con la realtà né con l'uomo.
Per cui ora si tratta di ripristinare, nel creativo, l'integrità del suo composto umano; si tratta di tornare a credere nell'uomo: quell'uomo che, secondo Silone,non muta e ritorna a riproporsi come il soggetto e l'oggetto della creazione artistica.
Considerando questo stato di cose,si può affermare che la poesia di Giuliana Valci è rappresentativa: in essa c'è la vita, la storia della contrapposizione alla contemporaneità e, la nostra,è testimone inconsapevole del proprio tempo. E il valore della libera testimonianza viene proprio dalla sua inconsapevolezza. Anche se, infondere la testimonianza di un poeta che racconta, che descrive i fatti che lo commuovono. lo colpiscono.
L'argomento della poesia è sempre autobiografia della propria condizione umana. La storia delle pubblicazioni e delle elaborazioni di ogni lirica può confermare la veridicità poetica-morale di questa affermazione, sapendo bene che la purezza dell'arte non è elemento da ritrovare in laboratorio e che l'arte non esclude, ma include l'umanità e la storicità e che il suo sigillo individuale è il riassunto delle aspirazioni collettive in cui la novità è l'inedito del sentimento non la singolarità esteriore dell'immagine. Sarebbe facile per il critico soffermarsi in superficie, senza osare di andare fino in fondo, come il suo dovere gli impone. In questo caso, come qualcuno che si fa chiamare critico, fa o ha fatto.
Per quanto ci riguarda la poesia di Giuliana Valci non va descritta, in quanto descrivendola perderebbe la propria intensità lirica di cui il poeta l'ha rivestita; ma va letta, anche tra un semaforo e l'altro: sarebbe per il lettore occasione di evadere dalla caoticità quotidiana e assaporare il profumo della libertà pur rimanendo attaccati alla realtà; libertà di fare ciò che si sente di fare; proprio come afferma Giuseppe Selvaggi in «Le tentazioni di Narciso»: «di fare ciò che in lui era già dentro».
Vi ho detto il mio pensiero sulla poesia di Giuliana Valci, se non sono riuscito ad invogliarvi a leggerla, fatelo lo stesso, godetevi gli sprazzi di vita, fermandovi un attimo a pensare...
La prossima settimana parleremo di Giuliana Valci cantante e attrice
LA POESIA DELLA SETTIMANA
OFFENSIVO E' IL TEMPO
di Michael Santhers
Michael Santhers è nato a Cercemaggiore, in provincia di Campobasso e risiede in Campomarino. L’elenco delle sue pubblicazioni risale al 2003: «Piccoli rumori dell'anima», «Vite contromano», «Amori scaduti di un essere qualunque», «Pensieri che non dormono mai»,«Una farfalla all'ombra della luna»,«Quando gli alberi si rifiutano di ospitare le foglie», «Le rose piangono al tramonto», «Normalità incondivisibili tra maschere clonate», «Un temporale acclamato con nuvole dirottate», «Poesie cialtrone e parole fredde».
I fatti umani non possono essere studiati isolatamente, ma nella loro necessaria connessione con quelli anteriori e posteriori. Questo «intendimento interiore degli avvenimenti umani» come ho detto, forma la coscienza storica che è intimamente legata al principio della relatività. La coscienza storica esige una mente matura e lungo studio e forte amore: perché va analizzato ogni documento che possa affermare la verità, la coscienza artistica disincarna le cose, le anticipa e la storia li acquisisce soltanto quando questi fatti narrati in qualsiasi modo dagli artisti si avverano; quindi è la Poesia e l’arte in genere che fa la storia. Ecco perché il Poeta qui parla di tempo offensivo e non solo perché ci fa vedere i volti degradati.
Ma supponendo pure che ci fosse la possibilità di legare in un solo fatto la filosofia della storia si dovrà seguire quella di Sant’Agostino o quella di Vico o quella di Hegel, per capire l’offesa del tempo che la storia ha fatto passare, mortificando l’arte. Per superare le precedenti difficoltà d'interpretare l’arte e i fatti storici, non posso tralasciare un indicativo passo di Rousseau: «L'ignoranza o la parzialità dissimula tutto... I peggiori storici per un giovane sono quelli che giudicano, i fatti!» Ma se il Poeta li giudica da sé, imparerà a mettere a nudo i difetti del tempo perché la Poesia già nel subconscio gli ha fatto conoscere gli uomini.
Se il giudizio dell'autore lo ha guidato «fino ad un viaggio che si deve fare per forza»,continuamente vedrà soltanto con l'occhio di un altro; e quando quest'occhio gli manca, non vede più nulla... Infine un altro difetto è che mentre la storia ci mostra assai più le azioni, che non gli uomini, poiché non coglie questi che in certi momenti determinati, nei loro vestiti di gala, il Poeta vede l’uomo, legge nel suo animo. La storia (il tempo) non espone che l'uomo pubblico, il quale si è acconciato per farsi vedere: non lo segue in casa, nel suo studio, in famiglia, in mezzo ai suoi amici; non lo dipinge che quando fa bella comparsa;essa dipinge insomma più il suo abito che la persona, mentre l’arte descrive e dipinge quello che l’uomo ha dentro.
Rousseau avverte «E' un errore ridicolo far studiare la storia ai fanciulli. Ci s'immagina ch'essa sia a loro accessibile perché non è che una raccolta di fatti. Ma che s'intende per questa parola «fatto?». Si crede forse che i rapporti dai quali i fatti storici sono determinati, siano così facili a comprendere, e che le idee a loro relative si formino senza fatica nello spirito dei fanciulli?»
Si crede forse che la vera conoscenza degli avvenimenti sia separabile da quella delle loro cause e dei loro effetti? E che la parte storica dipenda tanto poco da quella morale che si possa conoscere l’una senza l'altra? Se nulla si vede nelle azioni degli uomini fuorché dei movimenti esteriori e puramente fisici, che cosa s’impara dalla storia? Assolutamente nulla come afferma Montale: «…la storia non è magistra di niente». E' uno studio spoglio d'ogni interesse, che non vi da più piacere che istruzione. Se volete apprezzare queste azioni dai loro rapporti morali, cercate di comprendere questi rapporti: l’arte è intuizione, la storia, la narrazione della vita d’uomini che hanno compiuto azioni nel tempo che è passato e per questo «offensivo». Abbiamo bisogno di creatività che possa avvertire il cambiamento della società e dell’umanità affinché questa non si disperda dietro fatti che offendono il tempo.
«Sbrighiamoci
Prima che ci vedano
Con due fossi negli occhi»
Questo importa: conoscere il pensiero del Poeta, prima che si scriva la parola «Fine», lasciando da parte i pettegolezzi circa gli uomini che l'hanno esercitato, tenendo conto invece dei principi, dei metodi, che lo riguardano; né si devono trascurare i pensieri.
A questo prezioso indirizzo che Spencer da ai Maestri dell’Arte possiamo aggiungere alcune acute osservazioni di Labriola: «E' noto a tutti gli educatori come la mente del fanciullo tenda a fantasticare, non bruciatela con nozioni e date storiche, ma avvicinatelo alla fantasia», insegnate loro che la fantasia è il primo frutto della vita e non pensa alla varietà dei fatti, fate sì che fermi più spesso possibile gli aspetti particolari della sua fantasia che non gli elementi che il tempo offensivo rende essenziali. Si faccia sì che sia la forza a dare all’esposizione fantastica un indirizzo, che possa poco per volta temperare l’interesse della varietà, col bisogno di fissare l’attenzione ora in questa ora in quella cosa principalmente, come per rispondere a delle domande che la riflessione gli fa produrre a mano a mano, che la sua fantasia gli suggerisce e non sia d'intoppo al facile fluire della fantasia e della memoria.
OFFENSIVO E' IL TEMPO
di Michael Santhers

Offensivo è il tempo
Che si fa misurare
Con i nostri volti degradati
Imbrogliati dalle stagioni
Distratti dagli amori
Che si ricorrono
Per ritrovarsi in carcasse sbigottite
Che si regalavano fiori.

Quei fiori che primo o poi
Si accosteranno ad una croce
Ad un pianto secco
Ad un viaggio che si deve fare per forza
Con l’ansia di non disturbare

Sbrighiamoci
Prima che ci vedano
Con due fossi negli occhi

... E' LA FINE ...
(Da «amori scaduti di un essere qualunque»