Le nuove uscite

 di 

Meridiano Zero

Andrew Kaufman - TUTTI I MIEI AMICI SONO SUPEREROI (narrativa straniera)
James Lee Burke - TI RICORDI DI IDA DURBIN? (noir)
Daniel Zimmermann - L'ALLIEVO (narrativa straniera)

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Andrew Kaufman - TUTTI I MIEI AMICI SONO SUPEREROI (narrativa straniera)
Meridiano zero - 9,00 Euro - tr. F. Patarino e M. Vicentini (distr. PDE)


Esce l'opera prima del canadese Andrew Kaufman: diventera' il Piccolo Principe del XXI secolo?

Ci sono dei libri, piccoli libri, che per la loro dolcezza si leggono col sorriso sulle labbra.

Ci sono libri, grandi libri, che per la loro profondita' fanno venire la voglia di alzarsi, prendere una matita, farle la punta e sottolinearne le frasi piu' belle, per poi magari copiarle e citarle. Ci sono infine dei libri al contempo dolci e profondi che diventano un feticcio, qualcosa a cui ci si affeziona in modo indissolubile. Pensate al “Piccolo Principe”. Quando mi sono trovato nella mani “Tutti i miei amici sono supereroi”, un libricino di 124 pagine, non credevo potesse rientrare nella terza categoria.

Tom e' uno qualunque, senza particolari qualita', quello che si dice un tipo. Non starebbe male se non fosse che tutti quelli che conosce sono dei supereroi. Non i supereroi dei fumetti, quelli pieni di personalita', costumi sgargianti e una biografia rocambolesca, non loro, ma semplicemente persone che hanno un tratto che li rende speciali, unici, irripetibili: “Distillate la vostra personalita' e le vostre peculiarita' in una singola frase, o in un'immagine. Se ci riuscite, e' probabile che siate gia' un supereroe... L'ultimo passo nel trovare il vostro nome da supereroe e' accettare che alla fin fine non cambia poi molto. D'accordo, c'e' una cosa che sapete fare bene, che sapete fare come nessun altro su questo pianeta. Questo vi rende speciali, ma essere speciali in realta' non significa nulla. Dovete sempre vestirvi la mattina. I lacci delle scarpe vi si rompono comunque. La vostra ragazza vi lascia lo stesso se la trascurate”. Questo e' essere dei supereroi, come il Bradipo, il cui potere e' essere pigro, o Miss Presto Fatto, quella che fa tutto e subito, o la Pila, quella che ha scariche emotive fortissime, o Mister Vestaglia, che ha il potere di vivere ogni giorno della sua vita come se fosse domenica. Tom non ne ha di poteri, e in un mondo in cui tutti ne hanno uno, questo stato lo demoralizza. Ma la cosa che davvero fa star male Tom e' che sua moglie, la Perfezionista, e' rimasta vittima del potere mesmerizzante del geloso Ipno e non riesce piu' a vederlo. Tom per sua moglie e' diventato invisibile e ha pochissimo tempo per evitare che lei lo dimentichi per sempre.

“Tutti i miei amici sono supereroi” e' una bellissima favola urbana: attraverso l'uso creativo di varie figure retoriche (metafora e personificazione soprattutto), ogni personaggio diventa poetico e ogni situazione diventa fiabesca, facendo pero' restare la narrazione salda nel realismo grazie ad una brillante prosa che, con un lieve umorismo, evita di far precipitare il racconto nel lezioso e, con un uso calibrato dell'ironia, solleva le parti piu' drammatiche. Un libro per inguaribili romantici moderni, che alla fine della lettura fa venire voglia di uscire e urlare al mondo quanto e' bello averlo letto. Ed e' un regalo perfetto. A chi lo farete leggere, statene certi, sara' chiaro qual e' il vostro potere: far sentire speciali gli amici (o se non altro saper fare dei gran bei regali).

Andrea Marzell



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James Lee Burke - TI RICORDI DI IDA DURBIN? (noir)
Meridiano zero - 15,50 Euro - trad. M. Curtoni e M. Parolini (distr. PDE)


La Louisiana in bianco e nero di un detective cajun
Un serial killer e un delitto che riemerge dal passato

Al centro dell'ultimo romanzo di James Lee Burke - "Ti ricordi di Ida Durbin?" (Meridiano zero, pp. 347, euro 15,50) - c'e' un delitto che viene dal passato e che i potenti di oggi cercano d'insabbiare. Come del resto tutti i casi in cui Dave Robicheaux, il detective cajun, s'e' imbattuto, quasi a mostrare che tutti i mali della Louisiana narrata da Burke hanno radici antiche, fatte di schiavitu', sopraffazione, odio razziale, malavita organizzata. Con i bianchi ricchi proprietari terrieri del passato che ancor oggi mantengono la loro supremazia col petrolio.
La storia vede Dave con il fratellastro Jimmie ragazzi salvati da uno squalo durante una nuotata nel Golfo da una giovane e affascinante prostituta di nome Ida Durbin. Jimmie se ne innamora e vorrebbe scappare con lei in Messico, ma all'ultimo momento Ida viene rapita da due poliziotti corrotti al soldo dei mafiosi che la costringono a prostituirsi. Jimmie pensa che sia ancora viva, Dave al contrario non dubita che sia morta e ne e' ancor piu' certo quando, anni piu' tardi, il fratello di uno dei due poliziotti, in punto di morte, gli confida di essere stato testimone da ragazzo del suo rapimento e di aver visto impronte di sangue nella casa dove era tenuta prigioniera. L'ira di Dave si rivolge verso la famiglia dei Chalons, proprietaria di quella casa e in affari con i mafiosi che la sfruttavano. Ma la riaperta indagine su Ida Durbin s'intreccia con quella di un serial killer che stupra e ammazza donne bianche benestanti nel distretto di New Iberia. Il vortice di delitti e rabbia mal repressa porta Dave a confrontarsi con la belva mai completamente sopita dell'alcolismo, ma anche a trovare una nuova compagna di vita. Alla fine riuscira' a risolvere il caso mentre a fargli da coreografia sempre piu' apocalittica, lampi e uragani minacciano di strappar via quella terra anche a causa dell'incuria - ambientale - dei suoi padroni.
Francesco Mazzetta


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Daniel Zimmermann - L'ALLIEVO (narrativa straniera)
Meridiano zero - 13,00 Euro - tr. F. Alba (distr. PDE)

L'allievo di Daniel Zimmermann

Si puo' dire veramente poco di questo libro per non guastare il piacere (o il disgusto) della lettura. Un disgusto che non ha niente a che vedere con la sorprendente qualita' della scrittura di Zimmermann, nato nel 1935, figlio di una spia francese al servizio dei sovietici e di un'ebrea polacca emigrata in Francia dal ghetto di Varsavia. Era laureato in Scienze dell'educazione e ha lavorato nelle scuole elementari come insegnante per bambini disadattati. Autore assai prolifico, e' morto nel 2000, poco dopo aver dato alle stampe la sua autobiografia, la morte che ogni scrittore vorrebbe, un po' come per un attore morire durante l'ultima replica, nel momento cruciale, un secondo prima che si chiuda il sipario. Una bella morte. Mi sono chiesta, viste le sue esperienze di lavoro con i bambini disadattati, se ci siano elementi autobiografici in questa storia magnifica e sconcertante pubblicata quest'anno da Meridiano Zero. Il protagonista e' Patrick, che viene deriso dai compagni di classe e, a causa delle violenze familiari che denuncia, e' preso in consegna dal meccanismo all'apparenza perfetto, senza intoppi e smagliature, dell'assistenza scolastica. Ha un'insegnante di sostegno, viene seguito e indirizzato a sperimentare nuove tecniche pedagogiche ma soprattutto incontra un maestro, David, che prende a cuore il suo caso. Che decide di occuparsi di lui e di favorire la sua integrazione. Da questo incontro in poi l'autore comincia a giocare, a spostare i piani narrativi, ci presenta il disgusto di cui parlavo all'inizio, ce lo fa vedere con inusitata bravura, poi ci mostra la magnifica buona volonta' dell'essere umano che si sente investito di una sorta di missione, poi ci tiene in bilico, come se fossimo sul filo, a camminare attenti fra un palazzo e l'altro, in equilibrio instabile, fra una vicenda triste, che ci commuove, che ci chiama a un'istantanea empatia, e una realta' che si nota scrostando le crepe, una realta' (ma è la realta'?) sordida e morbosa, che scardina i nostri moralismi. Lasciateglielo fare. Permettete a questo romanzo di farvi vacillare, di far scricchiolare le certezze di ogni tipo che afferrate salde ogni mattina insieme ai vestiti, alla maschera sociale, e alla messa in scena della vostra rispettabilità. E' come un sisma, che puo' spaventare, devastare, deviare, far venir voglia di lanciare via il romanzo per poi correre a riprenderlo e terminarlo avidamente. L'autore e' implacabile, non ci concede tregua, non ci fornisce assoluzioni, non fornisce appigli ideologici,politici, metafisici. Forse, ne fornisce uno, ma e' quello che non vogliamo vedere, quello che ci fa ribaltare lo stomaco. Un appiglio amoroso. Perche' "L'Allievo" e' una sordida e morbosa, sorprendente e magnifica storia d'amore. Sta in noi come lettori coglierla, o rimuoverla, o lasciarci scandalizzare dalla sua cruda evidenza. Sicuramente un libro fondamentale, da non sottovalutare, da non perdere di vista, neanche dopo, a lettura ultimata.
Francesca Mazzucato


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