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"A cosa serve un cuore?" di Davide Uria

Lunedì 08 Agosto 2016 13:32 redazioneink
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“A cosa serve un cuore?” di Davide Uria

Venerdì 8 luglio 2016 è stata pubblicata in self “A cosa serve un cuore (poesie 2002 – 2016)” di Davide Uria. La nuova edizione della raccolta conterrà nuove poesie e sarà disponibile nel solo formato digitale.

image (2)Il testo è una silloge poetica nata da un disagio interiore, dalla necessità di ritrovare un senso e una propria dimensione, in uno spazio sia fisico che spirituale. Una voce di protesta, ruvida, tagliente e soffocata dal timore, ci racconta la sua esperienza, decantando sia le meraviglie che il degrado della vita. Una voce speranzosa si alterna a note di sconforto, ricordando a tutti che la vita non è altro che una grande opera che fluttua nella menzogna.

Si intuisce, nella poesia di Davide Uria, l’immediatezza con cui i sentimenti più svariati si susseguono con la massima grazia nell’anima dello scrittore. Scaturisce tra le righe poetiche una forza interiore che caratterizza il modo di pensare, di cogliere profondamente quelle verità difficili da negare. Piccolo e grande sono concetti relativi, quasi inutilizzabili se ci si accosta alla poesia. Le percezioni a volte istintive, altre volte maturate con la conoscenza interiore, sono ancora un’altra meta. Ancora un altro viaggio attraverso gli occhi. Le sue parole creano immagini surrealiste nella mente di chi legge, si posano impalpabili e come bolle di sapone, quando esplodono, lasciano l’essenza di cui sono fatte. Una raffinata e crepuscolare melanconia che è la cifra di Davide. L’onestà dei sogni, con quel bambino che conosce l’adulto, con il timore che il passato possa d’un tratto scomparire e che il futuro sia privato dai panorami dell’anima, è un elemento costante ed autentico che contraddistingue le liriche di questa raccolta. Così come la consapevolezza che, in ogni caso, il viaggio da affrontare è un viaggio di solitudine, in compagnia delle buone parole per tracciare la rotta.

“A cosa serve un cuore?” è un testo omogeneo e dallo stile scorrevole e piano, ricchissimo di messaggi, che vengono filtrati da una scrittura che non fa ricorso ad inutili ricerche stilistiche ad effetto. Davide fa sua una caratteristica importante del poeta: stupisce, ed è attraverso lo stupore che poi si approda alla conoscenza e per chi legge, alla conoscenza di sé. Ma perché il lettore si stupisca è fondamentale che per primo si stupisca il poeta. E’ un viaggio difficile, quello della poesia, ma interessante come tutti i viaggi difficili.

davideuria.jimdo.com

 

"Pensieri in versi" di Amelia Nicolini. A cura di L. Alviggi

Giovedì 16 Giugno 2016 18:39 redazione nonsoloparole
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Pensieri in versi 
di Amalia Nicolini
a cura di Luigi Alviggi

Certo di interpretare il pensiero a venire di quanti mi leggono, ciò che maggiormente colpisce in questa speciale, per ricchezza ed ampiezza di temi, silloge di carmi dell’amica Amelia Nicolini è la varietà e lo spessore dell’inesauribile vena sprigionante dall’assiduo coinvolgimento agli eventi interni ed esterni della sua complessa anima di donna, madre, sposa, cittadina, attenta spettatrice del malfermo incedere dell’odierno mondo circostante.

Secondo ogni canone, l’affetto più intenso, quello materno, nella duplice direzione, volto alla ascendenza e alla discendenza, apre il sipario delle mille scene portate con pathos e arte alla nostra riflessione. I sentimenti più profondi che impregnano l’andare terreno della figura muliebre sono vissuti, giorno dopo giorno, con un’intensità che non scema tra l’impallidirsi di ogni altro ricordo, e che fa rivivere l’immagine di decenni addietro come fosse accaduta pochi istanti fa. Tutto ciò attesta un legame inestinguibile che trascende il breve cammino umano, affacciandosi al mistero insondabile del ricevere vita e del trasmetterla poi ad altri a seguire dopo di noi.  E il ricordo si fa nostalgia, poi commozione, poi pianto, poi angoscia, nel rimorso di non aver mai saputo cogliere, nella sua estrema importanza, la sostanza di quanto stava avvenendo dinanzi ai nostri occhi, ciechi, alla nostra lingua, muta, alle nostre orecchie, sorde. Altri sostrati incoercibili emergono al fondo: la fede, che impregna decisa alcune liriche e resta sopita, ma non per questo meno vigorosa, in numerose altre, e l’amore terreno, quello per un altro essere che sostiene i giorni e apre alle speranze del futuro, davvero insulse quando vissute in squallida solitudine.

 

VIENI A CERCARMI - DAVIDE URIA

Venerdì 27 Maggio 2016 14:44 redazioneink
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Si intuisce, in "Vieni a cercarmi", la raccolta di poesie di Davide Uria, l'immediatezza con cui i sentimenti più svariati si susseguono con la massima grazia nell'anima dello scrittore. Davide denuda l'umano nelle immagini mostrandone il varco dell'anima.
Scaturisce tra le righe poetiche una forza interiore che caratterizza il modo di pensare, di cogliere profondamente quelle verità difficili da negare. Piccolo e grande sono concetti relativi, quasi inutilizzabili se ci si accosta alla poesia. Le percezioni a volte istintive, altre volte maturate con la conoscenza interiore, sono ancora un'altra meta. Ancora un altro viaggio attraverso gli occhi.

"Come il sole al far del giorno / i miei occhi si palesano" (Cielo nero)
"Ho percorso il cielo / che era dentro di te / smarrendomi ogni giorno" (Stelle)

L'onestà dei sogni, con quel bambino che conosce l'adulto, con il timore che il passato possa d'un tratto scomparire e che il futuro sia privato dei panorami dell'anima, è un elemento costante e autentico che contraddistingue le liriche di Davide. Così come la consapevolezza che, in ogni caso, il viaggio da affrontare è un viaggio di solitudine, in compagnia delle buone parole per tracciare la rotta.

"Il tempo è sottile tra le dita / sfugge lestamente" (Tempo sottile)
"Aspra la vita / aguzza come il tacito / eco della tua assenza" (Della tua assenza)

Davide Uria fa sua una caratteristica importante del poeta: stupisce! Ed è attraverso lo stupore che poi si approda alla conoscenza e per chi legge, alla conoscenza di sé. Ma perché l'altro (il lettore) si stupisca è fondamentale che per primo il poeta si stupisca!
E' un viaggio difficile, quello della poesia, ma interessante come tutti i viaggi difficili.

 

VII CONCORSO DI POESIA - FESTIVAL DEI DUE PARCHI

Domenica 20 Marzo 2016 15:54 Simona
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FESTIVAL DEI DUE PARCHI “A spasso nei sentieri… dell’arte e della cultura tra i popoli” 
7° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA (scadenza 02 Settembre 2016)   
PRESENTAZIONE L’Istituto CIAC di Ascoli Piceno (Centro Internazionale Antropoartistico Counseling), presenta, nell’ambito delle manifestazioni della settima edizione del “Festival dei due parchi”, il settimo Concorso Nazionale di

 


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